La classe non è acqua, ma Seedorf non è Pato
Stefano Maraviglia
Seedorf e Pato, due generazioni a confronto, due giocatori di assoluto spessore tanto, forse troppo diversi tra loro. Il Milan orfano per l'ennesima volta del brasiliano a Parma si è voluto affidare alla fantasia ed esperienza dell'olandese, dovendo rinunciare ai guizzi del n.7. Il risultato non è stato felice per i colori rossoneri. La classe non è acqua, questa citazione risale alle origini, ma è pur vero che Seedorf non è Pato. L'imprevedibilità del carioca manca al Milan e risultati lo stanno dimostrando. La brillantezza atletica e lo spunto inducono l'avversario a raddoppiare sistematicamente, molto spesso ricorrendo al fallo. Il Milan che si schiera con Seedor invece offre alla rivale il tempo di ragionare ed organizzarsi.
Nessun processo nei confronti dell'olandese, ma una semplice disamina che induce a riflettere. Le geometrie e i tocchi del n.10, riescono spesso ad illuminare la scena, ma solo se posti in una zona del campo più "viva". Sull'out serve il piglio di saltare l'uomo, per poi guadagnare il fondo o lanciarsi in area. Passo e modo di giocare non valorizzano Seedorf, che dunque così come il Milan in generale, non ha brillato nell'ultimo periodo. Leonardo che dovrà fare a meno di Pato per altre settimane, dovrà inventarsi qualcosa per valorizzare l'out destro, che altrimenti si troverebbe monco delle giocate offensive, con il solo terzino di turno (Abate o Zambrotta) ad immolarsi per creare superiorità numerica sul versante. La Lazio ha corsa e da una settimana a questa parte ha ritrovato morale, il Milan lo sa e non deve cullarsi.


