Milan, Galliani e un mercato da non sbagliare: sarà ancora lui a muovere i fili
Antonio Vitiello
Indipendentemente da come terminerà la trattativa per la cessione del club, sarà ancora Adriano Galliani a operare in questa sessione di mercato estiva. Sarà ancora il dirigente brianzolo a muovere i fili, a scegliere giocatori e valutare i rinforzi per la rosa 2016/17. In primis va sciolto il nodo dell’allenatore, elemento fondamentale per non ripetere l’errore del modulo. Ovvero acquistare giocatori che poi non sarebbero funzionali allo schema di gioco del prossimo tecnico. Che sia Brocchi o un altro mister, il Milan dovrà provare a soddisfare le richieste di chi siede sulla panchina per non puntare su cavalli sbagliati. Quest’anno ad esempio il Milan di Mihajlovic aveva iniziato con il 4312 ma successivamente ha dovuto virare su un modulo alternativo proprio per la mancanza di interpreti di questo schema.
CON O SENZA I CINESI - Non cambierà moltissimo con l’arrivo dei cinesi per quanto riguarda chi opererà nel prossimo calciomercato. In primis perché ci sarà poco tempo per stravolgere l’assetto societario relativo alla parte sportiva. Se la cordata di Pechino dovesse mettere le mani sul club e fornire un budget per la campagna acquisti, sarebbe una corsa contro il tempo prima che arrivi il prossimo campionato (ricordiamo che quest’anno inizierà il 21 agosto) o addirittura costruire una squadra per eventuali preliminari di Europa League. Insomma c’è poco tempo per stravolgere tutto e dunque sarà ancora Galliani ad orchestrare il mercato. Questa volta però potrebbe essere affiancato da un uomo della cordata cinese per le scelte dei giocatori e per la tipologia degli investimenti. Se invece la trattativa con la cordata di Galatioto non dovesse andare in porto, l'AD proseguirebbe normalmente come fatto fino ad oggi. Galliani arriva dall’ultima sessione di mercato in cui ha subito parecchie critiche per aver speso tanti soldi e ottenuto pochi risultati (lo testimonia la classifica), sarà quindi sotto i riflettori per le future scelte, sarà un mercato da non sbagliare e dopo tre anni fallimentari c’è pochissimo margine di errore.


