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Orgoglio e dignità: una finale contro tutti i pronostici

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 20 maggio 2016, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
20.05.2016 00:00Editoriale
Federico De Luca
Federico De Luca

Non vi sarebbe nemmeno da scendere in campo, stando a quanto si è visto fino ad oggi. Perché tra Juventus e Milan c'è una differenza abissale. Basterebbero i valori tecnici a tracciare il solco, eppure quelli in 90' si potrebbe cercare di arginarli in qualche modo. Il problema grosso sono la fame, la rabbia, la determinazione, attributi che i rossoneri hanno cavato sporadicamente in 8 mesi e che si sono liquefatti nell'ultimo, cancellando i pochissimi segni di vita di un gruppo rivelatosi labile, vulnerabile, impotente. Proprio la sfida di campionato alla Juventus costituì l'ultimo rantolo, non bastò a salvare Mihajlovic e anzi aprì il baratro sotto i piedi di Cristian Brocchi, contro il quale oggi si scaglia una fetta inviperita della tifoseria con toni e argomentazioni che non riusciamo a condividere in pieno. Non ci è chiaro infatti per quale motivo non avrebbe dovuto accettare un incarico, sia pure così rischioso e delicato, da parte di quello che è il club di cui fa parte da 12 anni. Risultati e numeri lo hanno stritolato, sebbene non gli restasse che la strada di cambiare modulo e incentivare qualcuno tra i meno motivati. L'operazione non è riuscita, per inesperienza più che per presunzione, ma non abbiamo alcuna controprova di come sarebbe andata diversamente o con un'altra guida, magari lo stesso Mihajlovic. L'esonero del quale resta il momento più basso in assoluto della gestione Berlusconi.

C'era di mezzo ancora una finale di Coppa Italia da giocare, è arrivato quel giorno e ora tocca a Brocchi con quello stesso gruppo senza anima e senza ferocia, se non quella della critica e dei tifosi. I momenti per fare leva sull'orgoglio e la dignità sono stati tanti in questa umiliante stagione, resta un'ultima occasione per quanto di natura lieve. Sia pure impauriti da quello che potremmo sentire da Berlusconi e Galliani in caso di vittoria, quella vittoria vorremmo. Sia pure la Coppa Italia sia davvero poca cosa per concezione e organizzazione nel nostro Paese, quella vittoria vorremmo. Sia pure non cancellerebbe in alcun modo le frustrazioni crescenti di questi ultimi 4 anni, quella vittoria vorremmo.

L'attuale rosa andrebbe comunque smantellata, i troppi equivoci risolti, le trattative di vendita dovrebbero subire una drastica accelerazione perché questa proprietà non è più in grado di offrire né di garantire il perseguimento delle strategie che l'hanno resa la più vincente di sempre.

Qualcuno ha parlato di una inverosimile botta di culo, noi ci fermiamo al miracolo e chissà che possa accadere l'impossibile. Una cosa è assolutamente certa: comunque vada, scontata come appare o contro tutto e tutti (pronostici, avversari e persino i propri stessi tifosi), questa finale di Coppa Italia dovrà costituire una svolta epocale per restituire al Milan l'orgoglio e la dignità, nella conduzione societaria e nella squadra, che hanno drasticamente perso cittadinanza in questo club. Orgoglio e dignità non si comprano, ma si perdono. Con le partite e con la faccia. Caro vecchio Milan, domani all'Olimpico aiuta questi tuoi figliastri a mostrarne una.

per Milannews.it

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