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L'ennesima stagione negativa si chiude nella maniera più beffarda. Capitolo panchina: per prendere Giampaolo, tanto vale continuare con Brocchi. Ma fino al 15 giugno sarà stallo totale

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 23 maggio 2016, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
23.05.2016 00:00Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Finisce nel modo più beffardo possibile la stagione 2015-16 del Milan. Il gol di Morata ha messo la pietra tombale sull’ennesima annata negativa dei rossoneri, che è culminata con la miglior prestazione dell’anno. Un Milan così, obiettivamente, non lo si era mai visto. La pressione era alta, il pressing coordinato così come la chiusura degli spazi e delle linee di passaggio e le ripartenze veloci e ben orchestrate. Il lavoro di Brocchi si è visto, unitamente alle grandi motivazioni che i giocatori hanno messo in campo in questa finale. Tuttavia, però, ciò che si è visto nella partita dell’Olimpico non fa altro che aumentare i rimpianti per una stagione ancora sulle montagne russe e che ha sancito l’assenza del Milan per il terzo anno consecutivo. Insomma, ci aspetta un’altra stagione nella quale risentiremo parlare di voglia di rilancio, di progetti e di tutte quelle belle parole che abbiamo imparato a sentire ma che, invece, non si sono quasi mai concretizzate.

Se si vuole ripartire, che si riparta da quanto visto per 105 minuti sabato sera contro la Juve. Da quella tipologia di gioco, volta a cercare di giocare il pallone in avanti piuttosto che indietro. Si deve ripartire da una mentalità offensiva, che faccia scrollare di dosso ai giocatori paure e incertezze attraverso concetti chiari e concreti. Se non ci saranno allenatori di primo piano a sedere sulla panchina del Milan nel prossimo campionato, allora mi tengo Brocchi. Perché vorrebbe dire dare continuità ad un progetto di calcio fatto su idee chiare e precise. Con tutto il rispetto, Marco Giampaolo non è un allenatore da Milan. Avrà pur fatto un buon lavoro all’Empoli in questa stagione, ma se devo prendere un tecnico il cui curriculum non pullula di grandi panchine e di risultati sfavillanti. Cambiare ancora tanto per farlo non avrebbe alcun senso.

Ma ogni decisione verrà presa dopo il 15 giugno, quando scadrà l’esclusiva a trattare con i cinesi per l’acquisizione del 70% del Milan. Fino a quel momento tutte le operazioni saranno sub iudice, così come quella della scelta del nuovo allenatore. Intanto va in archivio un’altra stagione da dimenticare. Nella speranza, come sempre, che la prossima possa essere migliore di quella che si è appena conclusa.  

per Milannews.it

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