Gazzetta - Brocchi, KO e occhi lucidi: l'albo d'oro dice Juve ma il Milan ora ha un'identità
Matteo Calcagni
Nel Milan che esce sconfitto a testa altissima contro la Juventus, dopo una gara giocata meglio per lunghi tratti, la figura di copertina è quella di Christian Brocchi, l'allenatore fortemente voluto dal presidente e arrivato ad un passo da un trofeo insperato. La Gazzetta dello Sport, oggi in edicola, sottolinea i meriti del tecnico milanese, raccontandone le sensazioni di fine gara quando, dopo il triplice fischio, è rimasto impassibile ma evidentemente carico di emozioni.
VINCE ANCHE BROCCHI - Se la scelta di affidare la panchina a Brocchi è stata criticata da molti, nessuno può negare di aver visto un ottimo Milan all'Olimpico, una squadra che ha finalmente risposto presente, dando sfogo a qualche idea di calcio e mettendo in campo grinta e determinazione. Mettere in difficoltà questa Juve non era facile e il Diavolo c'è riuscito, soccombendo soltanto ai supplementari dopo la girandola di cambi, dove la differenza di tasso tecnico è uscito fuori: Morata e Cuadrado per la Juve, Niang e Balotelli per i rossoneri. Brocchi è riuscito a dare un'identità ai suoi, a fargli scattare qualcosa e, come sottolinea la Rosea, a vincere è stato anche lui.
SPERANZA DI PERMANENZA - Ora il grande quesito è: Brocchi si merita la riconferma? Il tecnico rossonero nel postpartita ha evidenziato la sua speranza di restare in rossonero e, a giudicare dall'impatto avuto sulla squadra in una gara così difficile, non saranno in pochi a pensarla come lui. A pesare sono ovviamente i risultati e quell'Europa sfuggita, ma dare seguito alla scelta, dopo averla adottata in corsa in maniera forse troppo coraggiosa, appare oggi la soluzione più sensata e credibile.


