Tanti addii, giusto così: bisogna cambiare aria. I punti della cessione Milan: due strade per il futuro
Antonio Vitiello
Si è concluso il terzo anno fallimentare del Milan, quello che ha certificato il periodo più buio dell’era berlusconiana. Il primo passo verso la ricostruzione prevede l’allontanamento dallo spogliatoio di elementi ritenuti non più utili alla causa. Lo sfogo di Abbiati ha sorpreso solo in parte, perché da tempo si sottolineava la mancanza di leader e di regole all’interno del gruppo. Emblematica la fase del portiere nel seguente passaggio: “Quando Bacca fu sostituito col Carpi e lasciò il campo senza aspettare la fine e senza salutare chi entrava, nello spogliatoio lo ribaltai. Ebbene, mi sono girato e non c’è stato nessuno che mi abbia supportato. Evidentemente certe cose o non si hanno dentro, o proprio non interessano”. Questo fa capire il livello del Milan attuale, costruito su persone che non sanno cosa vuol dire indossare veramente questa maglia. Qui non si discute solo l’aspetto tecnico, ma soprattutto lo spessore umano.
Quindi è giusto dire addio a tanta gente, lasceranno Milanello tutti i giocatori in scadenza come Alex, Mexes, Balotelli, Boateng, lo stesso Abbiati e chi non ha più grossi stimoli con Lopez e Menez. Si ripartirà dai ragazzi della cantera come Donnarumma e Calabria, dai giovani promettenti come Romagnoli e Locatelli. Sarà un mercato nuovamente rivoluzionario perché andranno fatto diversi acquisti in difesa e in attacco e anche perché arriveranno offerte importanti per Bacca, Niang, oppure Bonaventura. In bilico anche le posizioni di Honda e Adriano ma pure in questo caso le decisioni saranno prese dopo il periodo di esclusiva con la cordata cinese.
In questo momento, al di là dei rinnovi già programmati di Antonelli, Calabria e Montolivo (in cantiere da diverse settimane), il Milan sta trattando la cessione con i cinesi e per questo ogni operazione di mercato deve essere concordata almeno fino al 20 giugno, quando arriverà la risposta definitiva. Fininvest e il consorzio cinese sono in costante contatto, il lavoro tra le parti fila liscio nonostante il recente sfogo di Berlusconi (“i cinesi vogliono cacciarmi”). La visita degli asiatici è stata rinviata a settimana prossima ma l’obiettivo in questo periodo p che Silvio Berlusconi ottenga le giuste garanzie economiche e alcune clausole specifiche. Una di questa prevede che il patron resti almeno per altri tre anni come presidente, poi successivamente potrebbe uscire di scena in modo definitivo.
Quindi per ora si stanno delineando due strade, nel primo caso Brocchi potrebbe restare al Milan se Berlusconi decidesse di non vendere. Se invece il presidente accetterà la cessione, allora si potrebbe puntare su un profilo più internazionale come prossimo allenatore, Emery per ora è una suggestione ma qualche contatto c’è già stato. Qualche idea inizia ad esserci ma tutto il Milan attende la decisione più importante per iniziare a spingere sul mercato. Inutile sottolineare che questa volta nessuna mossa può essere fallita, c’è tanta pressione dopo tre anni complicati sotto ogni punto di vista.


