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Settore giovanile, il bilancio della stagione 2015-16: ecco cosa è andato e cosa no

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
venerdì 3 giugno 2016, 20:58Primo Piano
autore Pietro Mazzara
03.06.2016 20:58Primo Piano

Nel mezzo delle vicende societarie, che inevitabilmente stanno catalizzando tutte le attenzioni degli addetti ai lavori e dei tifosi, è anche giusto soffermarsi per qualche minuto su come è andata la stagione del settore giovanile rossonero, tra promozioni ed esordi in prima squadra, una metodologia di gioco in fase di continuo sviluppi e risultati poco esaltanti nelle categorie che si potevano giocare l’accesso alle fasi finali per gli scudetti di categoria.

ASPETTI POSITIVI -  Alla voce “cose da ricordare” di questa annata ci sono certamente i due debutti in prima squadra di Gianluigi Donnarumma e Manuel Locatelli. Il primo sembrava che dovesse fare un’annata di transizione, facendo la spola tra i grandi a disposizione di Mihajlovic e la porta della Primavera di Brocchi. Poi, però, le sue doti sono venute fuori con prepotenza tanto da arrivare a prendersi la maglia da titolare del Milan a discapito di Diego Lopez e Abbiati, non proprio gli ultimi arrivati. Locatelli, invece, ha iniziato il suo processo di maturazione verso il calcio dei grandi togliendosi la soddisfazione di giocare da titolare contro la Roma nell’ultima giornata di campionato. Particolarmente apprezzate in Primavera le crescite costanti di Cutrone e Felicioli così come la progressione di Niccolò Zanellato, Ivan De Santis e l’esplosione di Alessandro Plizzari che è stato spesso preferito a colleghi più grandi di lui. Per quanto riguarda i risultati, è giusto sottolineare l’andamento delle squadre dell’attività di base e la crescita della divisione femminile.

IL GIOCO -  E’ altresì innegabile come il modello Milan, in questa stagione, abbia subito un processo di maturazione ulteriore. La Primavera di Brocchi, dopo qualche difficoltà oggettiva nell’amalgama del gruppo, ha rialzato la testa ed è arrivata ad un passo dalla vittoria del girone. La promozione di Cristian in prima squadra al posto di Mihajlovic e il successivo subentro di Nava, a tre giornate dalla fine, non ha aiutato la Primavera a mantenere quell’equilibrio psicologico e tecnico che si era venuto a creare. Ma la proposta di gioco è cresciuta, sono stati limati alcuni difetti mentre altre aree sono ancora migliorabili visto che questa “start up” è nata solo due anni e mezzo fa.

COSA NON E’ ANDATO -  Ciò che non è andato, in primis, sono i risultati. Mai, negli ultimi anni, il Milan era rimasto fuori dalle tre final eight scudetto. Un dato sul quale bisognerebbe riflettere perché è vero che il Milan ha formato giocatori che si sono affacciati alla prima squadra, ma è altrettanto vero che non vince uno scudetto dal 2011 mentre le altre big fanno incetta di titoli. Nella prossima stagione sarebbe cosa assai gradita a tutto l’ambiente cercare di provare a vincere, perché aprendo gli almanacchi il nome del Milan latita ormai da tempo e, si sa, vincere aiuta a vincere e a creare una mentalità vincente. Non è andata nemmeno la prima parte della stagione della Primavera, con numerose difficoltà interne che hanno rischiato di mandare allo scatafascio uno spogliatoio intero. Sui singoli, invece, la nota più negativa è stata certamente l’assenza, per tutto l’anno, di Chicco De Piano. Il regista è mancato tantissimo nell’economia della squadra di Brocchi prima e Nava poi, soprattutto alla luce della promozione di Locatelli in prima squadra.  

per Milannews.it

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