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Gli strali di Maldini e la scadenza cinese

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 3 giugno 2016, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
03.06.2016 00:00Editoriale

Paolo Maldini di tanto in tanto torna a ruggire. Lo fa scuotendo la criniera, a differenza di altri suoi grandissimi ex compagni (Costacurta, Albertini, Gattuso i più assidui, Boban il più graffiante) che usano il fioretto. Le vecchie glorie parlano del Milan che fu non per nostalgia o comparazione, non solo almeno, ma soprattutto per sottolineare quello che la società e la squadra hanno perduto in questi anni nei valori delle cose e delle persone, delle idee e delle strategie. Sono grida di rabbia e di dolore, sono sussurri di amore e di riconoscenza, non vanno mai confusi. Paolo Maldini non è uomo da avere risentimenti né di rifarsi ad essi per esprimere le proprie opinioni. Ha subìto nel finale di carriera un paio di torti gravi da parte della dirigenza che lo ha abbandonato al suo destino in campo contro la Roma nel giorno del suo addio, esattamente come ha fatto successivamente lasciandolo rigorosamente fuori da qualsiasi progetto. Salvo, come lui stesso ha rivelato, qualche chiacchierata amichevole con Leonardo, Seedorf, Barbara Berlusconi. Il padre della quale invece ha mentito una volta di più, nei suoi deliri calcistici, spiegando che la scelta di non essere nei quadri del Milan è stata dello stesso Paolo e non del Presidente.
Galliani non ha mai cullato e tanto meno amato l’idea di circondarsi di ex campioni che sono stati tali soprattutto per doti morali e competenza, come ha dimostrato lo stesso Albertini durante il suo volontariato in FIGC.

Preferisce godere di totale autonomia e per questo – come ha confermato di nuovo Maldini – non tollera l’idea di avere tra i piedi la figlia del padrone. E’ chiaro a tutti ormai che il Milan è in testa agli interessi dei suoi massimi dirigenti per ritorno d’immagine, indotto e gestione di finanze di enorme entità. E’ un fatto politico, in questo senso, lontanissimo dal cuore come è stato per 5 lustri e come hanno tentato di farci credere da qualche anno a questa parte.
Ora sembra si sia al bivio Arcore-Pechino. La trattative sarebbe in piedi, le intenzioni ancora indecifrabili, i tempi se non altro vengono annunciati brevi e questo è già qualcosa rispetto alla farsa Mr.Bee. Rimangono incognite inquietanti sul nome del prossimo allenatore e su quelli dei possibili rinforzi, sugli investimenti e su chi se li dovrà accollare. Il popolo rossonero è stremato, in attesa quasi rassegnata da una parte e iraconda dall’altra. Una volta di più vale la pena di ripetere che non è importante chi, né come, così come non vale la pensa fare il tifo o gufare per una proprietà nuova o per quella vecchia. L’unica cosa che conta è chiedere, per pietà, che alla scadenza – se mai davvero ve ne fosse una fissata – chiunque si metta o si rimetta al timone abbia voglia, entusiasmo, idee, un progetto per restituire il Milan al suo unico, perenne legittimo proprietario: i tifosi, appunto.

per Milannews.it

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