SEEDORF, la Juve ci prova
Milannews Redazione
Rispettando l'antico ed assai veritiero assioma, per mezzo del quale, quando si vive aspettando, ogni giorno passa lentamente ricalcando le sembianze di un anno, la lunga attesa per l'ingaggio di un secondo portiere non è stata certo edulcorata dal ritorno di Chimenti. Sbiadita controfigura della Juventus, vincente, di Capello, al quale "dedicò" un rigore parato in una convulsa gara fra i bianconeri ed il Cagliari. Il rientro del trentottenne portiere, ingaggiato in prestito, consentirà di dilatare le opzioni a disposizione di Ranieri, andando ad occupare la terza casella nelle gerarchie riguardanti gli estremi difensori. Sbolognata, con un biglietto di sola andata, la riserva "ad interim" Belardi, disposto a proseguire la propria carriera da panchinaro nel ruolo di seconda scelta, ma non di terzo incomodo, come prospettatogli in un colloquio piuttosto tiepido con i vertici societari, la cessione a titolo definitivo all'Udinese del portiere nato ad Eboli ha consentito di risolvere la complessa trattativa per l'ingaggio di Alex Manninger. Battezzato, in "primis" dal preparatore dei portieri Pellizzaro, oltre che da Buffon e dal consigliere Rampulla, come soluzione migliore nella lista, sterminata, dei presunti papabili.
Grondante di vecchie glorie in cerca di un capezzale nel quale poter rinvigorire gli ultimi anni di una lunga carriera, come Canizares, Niemi, Jimmy Fontana e Roma, o di modesti interpreti dall'animo nobile e dall'esperienza assai risicata, come il tedesco Ochs. Proposti da avidi procuratori più che ricercati, fatti scivolare nelle pagine di qualche giornale più che cuciti nell'immaginario mercantile della società. Disinvolto nel primo, quanto garbato, rifiuto opposto al direttore sportivo Secco, più che altro poggiato su di un sentimento economico contrastante e non sul proprio destino da eterna riserva, Manninger ha accettato l'allettante offerta dell'Udinese. Perdendo, di fatto, la più che appetibile posizione di svincolato, senza tuttavia smarrire la speranza di potersi misurare in una squadra protagonista in Coppa dei Campioni. L'abile intreccio, orchestrato dalla dirigenza di Corso Galileo Ferraris pur di "accontentare" l'insindacabile volere di Ranieri, si è così animato definendo il trasferimento, a titolo definitivo, di Belardi all'Udinese in cambio, oltre che di Manninger, del prestito della "zavorra" Chimenti, reduce da un'esperienza a tratti inquietante, tanto per usare un eufemismo, in Friuli.
Cresciuto nell'Arsenal fra lo scetticismo generale, il trentunenne portiere austriaco, che probabilmente erediterà dal partente Tiago, stitico nell'umore quanto nel rendimento, l'anonimo numero trenta, andrà ad occupare il prestigioso ruolo di vice Buffon, garantendo maggiore serenità in un ruolo, quello di portiere di riserva, tutt'altro che secondario. Sistemando in maniera definitiva un reparto che potrà persino contare, dopo la partenza indolore di Vanstrattan, sull'esperienza a cottimo di Chimenti, indispensabile per rimepire sguardi, altrimenti vuoti, sui quali erigere le barricate inerenti all'abbondanza di un organico soltanto in apparenza abbondante. Ingolfato il centrocampo con una batteria di mediani ruvidi ed assai aggressivi, Sissoko, Poulsen e Cristiano Zanetti, ed in attesa di valutare appieno, e con le dovute cautele, l'inserimento del giovane Marchisio, l'unico cruccio del mercato bianconero, destinato a trasformarsi in una perniciosa litania nel proseguo della stagione, rimarrà legato alla mancanza di un regista di qualità. Dotato di fosforo, soltanto accennato in Cristiano Zanetti e Marchisio, di ritorno dal prestito di Empoli, quanto inesistente in "Napalm" Poulsen, capace di sovvertire il teorema dell'imprevedibilità, al momento costretta sottovuoto da uno schieramento tattico, il 4-4-2, lineare ed ordinato, con quello della fisicità.
In ogni caso passibile di variazioni con l'inserimento di "Gollum" Giovinco, o con il sacrificio di un esterno di centrocampo. Indispensabile per abbracciare, senza vanità, l'aggressivo 4-3-3 di lippiana memoria, con Del Piero alle spalle di Amauri ed "Hannibal" Trezeguet. Sfumato, anche in virtù di un'imposizione popolare da prima Repubblica, l'ingaggio di Stankovic, il ruolo di regista avanzato potrebbe esser presto ricoperto da Seedorf, in discussione dopo le ultime manovre rossonere sul mercato. L'arrivo di Ronaldinho, unito alla presenza di Pato nel ruolo di mezza punta, e non di attaccante puro, a conferma della permanenza di Borriello come "boa" offensiva di un affascinante 4-2-3-1, occluderà infatti al fantasista olandese la possibilità di riottenere quella titolarità a prescindere conquistata, per mancanza di alternative e non per umana virtù, nelle ultime stagioni. E se, scollinato il preliminare di Coppa dei Campioni, la società bianconera decidesse di tornare sul mercato, l'arrivo di Seedorf non farebbe che dilatare le scelte a disposizione del tecnico Ranieri. Al quale, in questo caso, non sarebbe più concesso alcun errore…


