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DELIRIO RONALDINHO

autore
Davide Bin
per Milannews.it
martedì 29 luglio 2008, 14:07Primo Piano
autore Davide Bin
29.07.2008 14:07Primo Piano

Come avrete notato sono stato assente per un po' di tempo e nel frattempo molte cose sono cambiate a Milanello e dintorni; l'arrivo di Ronaldinho al Milan ha radicalmente mutato l'umore dei tifosi rossoneri e io, partito per le vacanze mentre il popolo milanista era depresso, infuriato con la società e i suoi vertici e convinto che la squadra fosse poco competitiva e da rinforzare ulteriormente, torno a casa fra l'entusiasmo generale di una tifoseria che ha ritrovato improvvisamente entusiasmo e ottimismo e trasformato le critiche alla dirigenza in elogi e consensi. Forse sarà il fatto di aver vissuto un po' ai margini questo periodo di delirio generale incontrollato, forse sarà il fatto che, lo ammetto, ho sempre pensato e penso tuttora che Dinho non fosse e non sia il giocatore che davvero serviva al Milan (ma ad acquisto ormai effettuato spero vivamente di sbagliarmi...), sta di fatto che sono rimasto molto stupito e ancora oggi fatico a capire questo autentico putiferio che si è scatenato intorno a Ronaldinho e al Milan. Delle due l'una: o il Milan non era così malconcio e impresentabile come si pensava fino al 15 luglio, oppure non è tornato improvvisamente invincibile e imbattibile il 16 luglio solo perchè è arrivato Ronaldinho; insomma, o era esagerato il pessimismo di inizio estate o è eccessiva e smodata l'esaltazione che si è creata adesso e che ha avuto il suo culmine nel giorno del raduno a Milanello e nella serata di festa organizzata a San Siro per la presentazione del campione brasiliano. Penso che, come sempre, la verità stia nel mezzo e che il Milan non fosse da buttar via prima di Ronaldinho ma che non sia completo e imbattibile ora: tutti reclamavano l'acquisto di un portiere, di un forte difensore centrale, di un altro centrocampista e di un attaccante d'area di rigore e piagnucolavano dicendo che la rosa era quantitativamente e qualitativamente inadeguata alle esigenze di una stagione in cui bisogna cercare il riscatto soprattutto in campionato; ebbene non è arrivato nessuno dei giocatori reclamati, non sono arrivati quattro rinforzi ma uno solo eppure adesso va tutto bene, rimproveri e reclami sono dimenticati e si sono come d'incanto trasformati in elogi e ringraziamenti. Per fare un esempio "personale", dopo essermi ritrovato la casella di posta inondata di messaggi di consenso alla "lettera" scritta al presidente Berlusconi (rimasta on line per molti giorni a causa della mia assenza), al mio ritorno ho dovuto leggere e-mail in cui mi si diceva di chiedere scusa al presidente e ringraziarlo per aver mantenuto le promesse. A parte il fatto che mi sembrava di aver detto che ringrazierò sempre e comunque Berlusconi per quello che ha fatto per il Milan in questi vent'anni abbondanti, indipendentemente dall'arrivo o meno di Ronaldinho, ma anche in questo caso fatico a capire questo radicale cambiamento d'umore in pochi giorni e per un solo acquisto oltretutto nell'unico ruolo già abbondantemente ed egregiamente coperto al Milan e che, quindi, non aveva bisogno di rinforzi e ulteriori innesti, ovvero quello del fantasista. Forse avrete già intuito che il mio giudizio nei confronti dell'affare Ronaldinho è meno entusiasta rispetto a quello della maggioranza di voi, ma ritengo che anche in questo caso, come sempre, sia giusto dire la propria opinione senza timori e non cercare facili consensi; so che riceverò critiche e provocherò reazioni sdegnate, ma la mia sensazione su ciò che è successo in questi ultimi giorni è questa: i dirigenti rossoneri, Galliani e Berlusconi in primis, avevano capito che c'era malcontento e insoddisfazione nella tifoseria rossonera, che c'era bisogno di ridare entusiasmo e, perchè no, un impulso alla campagna abbonamenti e al merchandising (tradotto...vendita di magliette e materiale ufficiale) e hanno risolto il problema, non rinforzando la rosa dove davvero serviva, ma con l'acquisto dal miglior "rapporto qualità-prezzo", cioè il meno oneroso dal punto di vista economico e, oltretutto, più redditizio in termini di immagine e...

finanziario, perchè in breve tempo non solo si sarà "pagato da solo" ma porterà introiti addirittura superiori all'investimento fatto. Spero di non essere l'unico ad aver sentito e interpretato le parole di Galliani quando ha detto: "Ronaldinho è un acquisto mediatico, Adebayor no", frase la cui traduzione è: "Ronaldinho fa vendere magliette e abbonamenti e fa parlare bene del Milan, Adebayor no" e alla quale qualcuno avrebbe dovuto rispondere con prontezza di spirito: "Forse, però, Adebayor (o chi per esso in quel ruolo) serviva al Milan più di Ronaldinho!" (non per il valore del giocatore in sè ma per la posizione in campo). Non arrivo al punto di affermare che siamo stati fregati, perchè stiamo parlando comunque di un ottimo giocatore (ammesso che torni ai livelli di un paio di anni fa), ma mi permetto di dire che, da abili esperti di comunicazione quali sono sempre stati, i vertici della società rossonera sapevano benissimo la reazione che l'acquisto di Ronaldinho avrebbe provocato nei tifosi, facendo improvvisamente dimenticare le critiche ai problemi che, ripeto, o non esistevano prima o non sono stati risolti adesso e non hanno, quindi, esitato a portare in fretta e furia Ronaldinho a Milano proprio nel giorno del raduno e dell'inizio della vendita libera degli abbonamenti (guarda un po' che casualità!). D'altra parte la tifoseria rossonera ha dimostrato di non aspettare altro per scatenare di nuovo l'entusiasmo e l'amore per i colori rossoneri, perchè al cuor non si comanda e certe critiche erano dure e fin troppo eccessive anche per troppo amore per il nostro Milan. Come sempre, Ancelotti ha fotografato con immediatezza e saggezza la situazione dicendo che l'acquisto di Ronaldinho è stato importante soprattutto perchè ha riportato entusiasmo e ottimismo nell'ambiente un po' depresso (tanto poi i problemi tattici li dovrà risolvere lui che avrebbe preferito una punta centrale che nemmeno questa volta arriverà). E permettetemi di chiudere con un accenno alla festa di San Siro per la presentazione di Dinho: mi è sembrata francamente un po' esagerata, eccessiva e fuori luogo per una società che di solito gli stadi li riempie per celebrare vittorie e trofei (come successo il 25 maggio 2007 dopo la finale di Atene) e non solamente per presentare un giocatore, anche perchè nessuno al Milan ha mai avuto questo onore e mi sembra di poter dire che di giocatori forti e prestigiosi ne sono passati tanti in maglia rossonera; tutti hanno notato la similitudine con la presentazione di Maradona a Napoli più di vent'anni fa e mi sembra che la realtà e l'ambiente rossonero siano ben diversi da quelli napoletani e che non ci fosse bisogno di una tale festa solo per presentare un giocatore ma, a giudicare dalle presenze allo stadio, anche in questo caso la società ci ha visto bene e ha ottenuto lo scopo, ovvero far parlare di sè in modo positivo e creare entusiasmo, laddove c'era un deserto di pessimismo solo qualche ora prima. Speriamo solo che certi favoritismi (compreso il permesso di lasciarlo partire per le Olimpiadi, permesso negato, ad esempio, a Kakà) nei confronti del nuovo "cocco" Ronaldinho non facciano ingelosire i tanti altri campioni presenti nella rosa rossonera, creando malumori e tensioni, ma sono sicuro che lo spogliatoio rossonero è maturo e compatto e saprà accogliere Ronaldinho facendogli capire che al Milan si è tutti uguali e non ci sono favoritismi ma solo regole da rispettare (e il n°10 rimasto sulle spalle di Seedorf è la dimostrazione più eloquente) e saprà integrarlo meglio di quanto abbia fatto fino ad ora una dirigenza impegnata a sfruttare il più possibile dal punto di vista mediatico ed economico l'acquisto di un grande campione che deve, però, dimostrare di essere ancora tale dopo tanti problemi e meritarsi la fiducia e l'amore che i tifosi gli hanno dato a prescindere, con manifestazioni di delirio mai viste prima nella Milano rossonera per un nuovo acquisto.

per Milannews.it

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