Un'era finisce ed un'altra inizia: un processo tortuoso che dovrà porre le propri basi a prescindere dal mercato
Matteo Calcagni
In attesa del closing che chiuderà, ufficialmente, l'epopea berlusconiana al Milan, l'ex premier ha già messo nero su bianco il suo addio al club rossonero affidandosi ai social network, segno di passaggio e cambiamento. Nessuno squillo di trombe, nessuna parata o dimostrazioni di grandezza, per un saluto in cui traspare l'umiltà di una separazione inevitabile, per una storia che probabilmente sarebbe già dovuta finire qualche anno fa, ma evidentemente, oltre alla volontà, è mancata l'occasione giusta e un valido pretendente.
STRADA LUNGA - Cosa succederà al Milan nei prossimi mesi? Il club rossonero dovrà assestarsi, assimilare la nuova società ed iniziare a muovere i primi passi per una ricostruzione che, a prescindere dai milioni investiti, sarà quasi certamente lunga. La situazione della rosa milanista non è affatto rosea e, visti i problemi sopraggiunti questa estate con il blocco di mercato, il terreno da recuperare sarà notevole.
COSTRUIRE UNA BASE - La stagione attuale non dovrà essere vista come un preludio in vista del nuovo corso, ma di un anno zero attorno al quale rafforzare le certezze e provare a stabilire una base concreta. Qualora Montella riuscisse a costruire un gruppo solido, lanciando giovani e valorizzando quelli già inseriti, la strada per la ripartenza potrebbe essere meno ardua di quanto temuto, rendendo più tollerabile un processo nel quale non mancheranno delusioni e sofferenze. Nulla di nuovo sotto il sole, quindi, ma almeno si inizierà a muovere dei passi invece di restare bloccati in un limbo interminabile.


