Prime pillole di Montella, ma ci sono dei difetti da limare in fretta. San Gigio, ennesima perla nella stagione della maturazione. Mercato: è la settimana del centrocampista
Pietro Mazzara
Buona la prima, a tratti buonissima. La mano di Vincenzo Montella si inizia a vedere ed il suo Milan, finché le gambe hanno retto, ha messo in mostra una grande prestazione a livello corale. Il tentativo di giocare sempre il pallone a terra per prendere campo per poi sfruttare i cambi di campo per allargare le maglie delle difese avversarie. C’è voglia di giocare bene, in quel di Milanello, perché lo vuole in primis l’allenatore, ma anche i giocatori. La ricerca degli spazi, i tagli, le aperture, tutto ha – in linea teorica – una sua logica volta ad arrivare alla conclusione in porta. Non ci si meravigli, dunque, se l’azione dell’1-0 di Carlos Bacca nasca da una sventagliata di Niang molto precisa, con i giri giusti, che ha mandato fuori tempo Molinaro (che è rimasto a metà tra lo scalare in raddoppio su Bacca e Abate), con l’inserimento a tutta velocità del terzino milanista che, da posizione ottimale, ha messo in porta il colombiano.
C’è stata, anche, una grande voglia di vincerla questa partita. Perché il pareggio di Belotti avrebbe potuto ribaltare la psicologia della partita, invece il Milan si è avventato sulla preda subito, mettendo in chiaro le cose e trovando un nuovo vantaggio. Uno dei difetti cronici del Milan degli ultimi anni era l’incapacità di reagire ai gol subiti. Non so se è stato un caso, ma ieri c’è stata subito, fin dalla ripresa del gioco, la sensazione che la squadra avesse quella fame giusta per poter riprendere in mano le redini del match. E così è stato. Ovviamente vanno migliorare quelle disattenzioni, singole e di gruppo, che hanno portato ai due gol del Torino. Presentarsi così, però, alla partita di sabato sera contro il Napoli – che arriverà sicuramente arrabbiato per il 2-2 di Pescara – fa ben sperare, nonostante l’assenza di Paletta che potrebbe aprire alla prima da titolare di Gustavo Gomez.
Gigione Donnarumma si prende le luci della ribalta. Il portierone rossonero, con il rigore parato a Belotti, si toglie la soddisfazione di disinnescare il primo one-to-one della sua carriera da professionista e lo fa alla grande. Il suo urlo, che si unisce a quello degli spettatori di San Siro, rimpie d'orgoglio chi ha creduto in lui da sempre, sia tra gli allenatori sia tra chi scrive. La sua esplosività è disarmante, è cresciuto ulteriormente nel gioco con i piedi e sa sempre cosa fare. L'Under 21, probabilmente, a breve gli andrà stretta e Ventura sa bene che portarlo in nazionale maggiore può solo fargli del bene.
Quella che inizia oggi è una settimana importante per capire se ci sarà o meno l’acquisto del tanto bramato centrocampista centrale. Galliani ha parlato di un sostituto di Montolivo, la sensazione è che i rossoneri cercheranno un profilo complementare al capitano (ieri non al meglio). Il preferito di Montella è certamente Leandro Paredes, ma la sentenza emessa da Spalletti sul giocatore (“lui e Strootman non faranno rimpiangere Pjanic) e la richiesta della Roma – 20 milioni – rendono assai complicata questa scalata. Si opterà per un esubero di una big europea. Le piste principali rimangono quelle di Stambouli e Kovacic. Mauri potrebbe andare via in prestito. Ultimi 9 giorni di mercato per rimpolpare la rosa. Poi, per fortuna, sarà solo campo.


