Sosta tra sorrisi e commissari: ora si piange con i diritti Tv? Spalletti può curare la Juve, Allegri non deve accompagnare il morto
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Ivan Cardia
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autore Ivan Cardia
07.10.2026 00:00Editoriale
Arrivederci e, tutto sommato, grazie. La prima maxi-sosta è sembrata infinita, ma la notizia è che è stata positiva. Un po’ per tutti, club compresi: gli infortuni sono stati meno del previsto e questo è un elemento di riflessione. Con quattro gare i ct hanno dosato le energie come fanno gli allenatori, senza chiedere tutto e subito. Risultato: qualche stop in meno. I sorrisi, poi, sono azzurri: l’esordio di Mancini con il Belgio ci aveva terrorizzati, ma da lì in poi abbiamo visto l’Italia che vorremmo. E che forse può tornare ai Mondiali: lungi dal pensare che i problemi siano spariti in così poco tempo - sarebbe un errore madornale -, c’è da prendersi il buono e sperare nel meglio.
La sosta ci ha portato il commissario Giovanni Malagò, che succede al presidente Giovanni Malagò e forse precede il futuro presidente Giovanni Malagò. Uno spasso, per gli amanti della Prima Repubblica. Un po’ meno per chi spera che presto o tardi ci si occupi davvero delle esigenze del pallone. A proposito: mentre tutti seguivano le vicende federali, l’Antitrust ha approvato le linee guida per il bando dei diritti Tv della Serie A. Al di là delle questioni procedurali, il vero tema sarà economico: il rischio è di doversi confrontare con un netto calo degli importi. Gli uffici di Lega lavorano bene in tal senso, ma la crisi è purtroppo globale e in Francia - dove vedono il baratro da vicino - ne sanno qualcosa.
Smaltita la sosta, a breve torna il campionato. Inter e Roma provano a scappare, tra le big che inseguono ce ne sono alcune che cercano di uscire da un tunnel. Il Milan, piaccia o meno, una strada l’ha imboccata: sospendiamo il giudizio. La Juventus si è affidata a Luciano Spalletti, che nelle ultime dichiarazioni è parso un po’ più convinto di poterne venire a capo. Una dichiarazione su tutte: credete in Alajbegovic. È fondamentale non per il valore - alto, non alto: lo vedremo - del ragazzo, ma perché finora aveva sempre detto che era un acquisto di Massara. E invece è giusto che sia un acquisto di tutti, come tutti gli altri calciatori. Se Spalletti può curare la Juve, Massimiliano Allegri non può limitarsi ad accompagnare il morto, per usare le parole di Antonio Conte. Il Napoli visto fino alla sosta è stato poca cosa perfino se si considerano le assenze e le altre difficoltà assortite. Max ha, prima di tutto nei confronti della sua carriera, l’obbligo di dimostrare che c’è ancora qualcosa nella sua proposta calcistica.
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