Montella, Bacca e Donnarumma: triplice garanzia che fa ben sperare
Furio Fedele
Quindi bastava un allenatore, di nome e di fatto, serio, preparato, esperto e di buon senso per valorizzare, a distanza di poche settimane, una squadra che era stata accusata di ogni tante, troppe colpe. Dall’ammutinamento all’ignavia, se non addirittura un vero e proprio boicottaggio. In realtà si trattava di spiegare, per filo e per segno, a ogni singolo che andava in campo che cosa diveva fare. Tutto qui. È anche vero che Milanello è stato sterilizzato già alla fine della scorsa stagione. Ma, in realtà, si è trattato di una bonifica alimentata solo dai contratti in scadenza. Mai come in questo 2016 la gestione milanista è apparsa contraddittoria e complicata. In attesa che sul fronte societario ci siano segnali più concreti e ugualmente apprezzabili come le soventi e puntuali telefonate pre e post-parttite del presidente Berlusconi a Montella, si può fare tesoro di 3 eccellenze che rappresentano alcune delle poche garanzie di cui questo Milan può disporre.
TRIPLETE. Montella, Bacca e Donnarumma rappresentano l’essenza del calcio. Soprattutto quello non moderno, dove era importante avere un ottimo portiere, un bomber da almeno 20-25 gol a stagione e un allenatore di buon senso e insegnate di calcio per poter ambire a risultati più che sufficienti. Montella ha rimodellato lo spirito e le convinzioni della stessa squadra che aveva concluso il recente campionato sprofondando oltre il limite della zona Coppe. Una inquietante costante che ha accompagnato per il terzo anno consecutivo un Milan che è uscito esamine, dissanguato, al limite del dissesto economico a causa della mancanza degli introiti internazionali. Montella ha ridato fiducia a numerosi milanisti. Primo fra tutti proprio a Carlos Bacca che, nonostante i 20 gol stagionali (18 in campionato) certificati nella sua prima avventura rossonera era stato accusato, più volte e pubblicamente, daMihajlovic di «rabonite» acuta. Tanto da fargli premeditare l’addio anticipato, dopo il primo di 5 anni di contratto, anche in virtù del fallimento europeo della squadra rossonera.
DONNARUMMA. Gigio è diventato un autentico recordman destinato a scrivere un romanzo infinito nella storia del calcio. La prodezza di domenica pomeriggio a San Siro contro il Torino gli ha regalato un altro primato. Nessun portiere Under 18 prima di lui aveva parato un rigore in Serie A. Complimenti, bene, bravo ma, soprattutto, bis. Il Milan ha bisogno di certezze. Almeno in campo perchè, come detto e acclarato dai fatti, a Casa Milan ormai non si naviga più nemmeno a vista. Tutto è bloccato, in attesa di una data, a cavallo fra il 9 e il 10 settembre, dove i nuovi acquirenti cinesi dovrebbe bonificare 85 milioni di euro alla Fininvest. Il «paracadute» di una robustissima penale non può essere considerato un aspetto totalmente incoraggiante. Anche perchè l’ennesimo intoppo potrebbe creare ben più di un semplice imbarazzo come è successo dopo i «flop» di Mr. Bee e di NicolasGancikoff, superato all’ultimo giro da Marco Fassone.
MERCATO. La giostra del mercato estivo non sta certo facendo divertire il Milan che, escluso il portiere, ha ormai collezionato un’intera squadra di rifiuti e di mancatiaccordi determinato soprattutto dalla mancanza della necessaria copertura economica. Sabato Montella, presentando l’esordio contro il Torino, non sembrava poi così divertito dalla sua stessa battuta («Sosa? Avevo chiesto Iniesta...») che ha dato l’idea delle distanze fra le aspettative del tecnico e la realtà di un mercato malinconicamente minimalista.


