IL MILAN VA A PEZZI
Davide Bin
Nesta bloccato da problemi alla schiena che non consentono ai medici di stabilire una data precisa per un eventuale rientro (si va dall'ottimistica previsione del ritorno in campo alla prima di campionato alla pessimistica di un'assenza di ben sei mesi in caso di operazione); Borriello in convalescenza dopo l'intervento al ginocchio e indisponibile almeno fino a metà settembre; Inzaghi che non si è ancora visto in campo in questo inizio di stagione per problemi muscolari; Kakà alle prese con una fastidiosa tendinite che necessita di riposo e di ulteriori esami più specifici (quindi anche in questo caso è difficile stilare tabelle di lavoro e tempi di recupero); Emerson che doveva essere quel rinforzo a centrocampo che non è mai stato nella scorsa stagione per problemi fisici e, invece, ha ripreso da dove aveva lasciato, ovvero sta ancora lavorando a parte e in modo specifico e dovrebbe rientrare in gruppo solo a fine mese; Kaladze con problemi al ginocchio che ogni tanto riemergono e lo fanno soffrire...si ha l'impressione che a Milanello si debbano stringere gli spogliatoi e allargare l'infermeria che dopo meno di un mese di lavoro è già molto affollata e sembra che il bollettino del nuovo medico sociale Massimo Manara sia molto più atteso e importante delle conferenze stampa di mister Ancelotti. A voler essere cattivi verrebbe da dire: niente di nuovo e di sorprendente! Quante volte, infatti, i tifosi rossoneri e gli "addetti ai lavori" hanno detto nel corso dei primi mesi del 2008 che questo gruppo, che era e rimane meraviglioso per tutto quello che ha vinto, era, però, giunto alla fine del ciclo e necessitava di cambiamenti e rinforzi in ogni settore per naturale e fisiologico logorio anche e soprattutto fisico e non certo tecnico; stiamo parlando di atleti che da molte stagioni giocano ad altissimo livello un numero improponibile di partite ogni stagione e che anche nei periodi in cui dovrebbero pensare solo ad allenarsi con cura e pazienza vengono costretti a viaggiare per l'Europa e a giocare partite intense, difficili e in cui è vietato perdere e fare brutte figure, come tutte queste amichevoli internazionali di altissimo livello di cui ormai è infarcito il precampionato di qualunque squadra per permettere alle società di far soldi, laddove una volta si giocava contro i dilettanti e le squadrette giusto per fare una sgambata e provare qualche schema. Sta di fatto che la situazione in casa Milan è preoccupante e allarmante: in attacco è disponibile solo il giovane Paloschi, la cui cessione già programmata è stata bloccata ma che è già stanco e stravolto avendo disputato gli Europei under 19; a centrocampo, toccando ferro, stanno quasi tutti bene, mentre in difesa la coppia centrale titolare ha grossi problemi e le alternative sono le stesse della scorsa stagione, compreso capitan Maldini che attualmente ha un'autonomia di mezz'ora circa e al quale non si può certo chiedere di giocare tutte le partite stagionali a quarant'anni già compiuti. Sembra che la società stia precipitosamente tornando sul mercato a caccia di prestiti o acquisti convenienti per tappare le falle nella disastrata rosa e fronteggiare l'emergenza ma mi chiedo se non sarebbe stato meglio rendersi conto dell'evidenza a tempo debito e mettere in atto una strategia diversa sul mercato, puntando a risolvere davvero i problemi e non a gettare fumo negli occhi ai tifosi con un acquisto "mediatico" ma in un ruolo già coperto. Vengono in mente le parole di Sacchi che recentemente ha detto che Ronaldinho è la ciliegina sulla torta ma che prima bisognerebbe pensare a preparare una buona torta sulla quale mettere la suddetta ciliegina.
Possibile che tutti hanno visto in anticipo che questa rosa era logora e a pezzi meno chi doveva rendersene conto e intervenire? Ovviamente la sfortuna ci ha messo lo zampino (come nel caso di Borriello) ma per tutti gli altri "lungodegenti" stiamo parlando di problemi che si erano già manifestati nella scorsa stagione e di danni da logorio sul fisico di giocatori che adesso non avranno la possibilità di svolgere la normale preparazione pre-campionato e la cosa potrebbe causare problemi e difficoltà nel corso della stagione. Inoltre l'assenza di Pato e Ronaldinho (all'Olimpiade) priva Ancelotti della possibilità di provare schemi e soluzioni in attacco (il reparto che a detta del mister aveva più bisogno di lavorare insieme) fino alla prima giornata di campionato e lo costringe a schierare nelle amichevoli formazioni rimaneggiate e con giocatori impiegati fuori ruolo, andando incontro a brutte figure che poi la società critica, dimenticando di essere almeno corresponsabile di quest'emergenza. Bisognava prevedere prima ciò che avrebbe potuto succedere e non serviva certo la maga con la sfera di cristallo per farlo, ma l'incoraggiante finale della scorsa stagione e il fatto che durante le prime fasi del mercato erano tutti "sani come pesci" (ci credo erano in vacanza! ...e comunque Nesta è arrivato in ritiro già "rotto"), hanno convinto i dirigenti che la rivoluzione e la rifondazione si potessero rinviare ancora. Ora età e acciacchi tornano a farsi puntualmente sentire dopo le prime settimane di lavoro e il Milan va letteralmente a pezzi; in tutto questo mare di negatività un vantaggio c'è: siamo solo ai primi di agosto e c'è tempo per rimediare sul mercato...a patto che ci sia la reale volontà di farlo, senza costringere sempre il povero Ambrosini a tappare qualunque buco giocando in ruoli che non gli competono.


