Maldini a Sky: "Chi acquista una club ha il dovere di rispettarne storia e tifosi. Ruolo nel nuovo Milan? Non c'è niente"
Matteo Calcagni
Paolo Maldini, insignito del "Fortichino d'oro" presso Badia a Pacciana, è stato intervistato da Sky Sport 24.
Sull'affetto dei tifosi: "L'affetto non ha confini, i tifosi milanisti sono ovunque, ma tutti i tifosi di calcio mi regalano il loro affetto".
Sulla gara contro gli Arsenal Legends: "Quando vai in Inghilterra e Scozia c'è qualcosa di particolare, c'è un attaccanto alla maglia verso questi giocatori. C'era un'atmosfera da Champions League e noi ci divertiamo sempre ad incontrarci".
Sull'addio di Berlusconi al Milan: "Mi fa molto effetto, sono arrivato al Milan quando c'era un altro presidente e ho vissuto in prima persona il cambio di proprietà. E' stato un presidente incredibile, il più vincente e innovativo del calcio moderno".
Su un possibile ruolo nel nuovo Milan: "Sono leggermente stanco di sentire queste cose. Mi sono fatto la mia vita. Ora non c'è veramente niente, il Milan resterà un grandissimo amore, non solo mio ma di tutta la mia famiglia".
Sulle proprietà straniere in Italia: "Penso che sia dovere da chi acquista da un paese straniero andare a vedere la storia del club. Ho sempre ripetuto che il presidente di un club non lo può considerare suo. Il Milan ha milioni di tifosi al mondo e ci vuole rispetto nei loro confronti, bisognerebbe tenere in considerazione il loro pensiero, poi è normale che la gestione sia personale".


