IL MILAN RISORGE
Davide Bin
Il calcio d'estate, si sa, è volubile e contraddittorio, ribalta situazioni e umori in un attimo e non deve illudere o far disperare più di tanto; prendete l'esempio del Milan, che veniva da una serie di sconfitte e prestazioni disastrose in giro per l'Europa e ha scelto la serata più bella e prestigiosa del suo precampionato, ovvero il Trofeo Berlusconi, per riscattarsi e trovare finalmente quella vittoria che ancora mancava. Quattro gol in una sola partita dopo averne realizzati solo due in un mese, curiosamente proprio contro la Juventus; una squadra finalmente vivace, pimpante, motivata e desiderosa di presentarsi nel migliore dei modi al proprio pubblico, visto che si trattava dell'esordio stagionale a San Siro; tante buone notizie per Ancelotti, a cominciare da un ispirato Seedorf, autore di due cross-assist in fotocopia che hanno mandato in gol prima Ambrosini e poi Inzaghi, proseguendo proprio con i due autori delle reti rossonere (la partita è stata sbloccata da Jankulovski): il biondo centrocampista, autore di una doppietta, ha voluto dimostrare al proprio vice-presidente, che lo vuole trasformare in difensore centrale, che forse ha ragione il tecnico Ancelotti quando lo sposta in attacco nei momenti di difficoltà, visto che ha realizzato due reti da centravanti puro; e che dire di Inzaghi, che non si era ancora vista in questo precampionato, che ha seguito dalla panchina il primo tempo ma che poi ci ha messo solo poco più di sei minuti per "timbrare il cartellino", realizzare il primo gol stagionale e dimostrare a tutti che fiuto del gol e voglia di vincere sono ancora immutate e che chiunque vuole una maglia da titolare là in attacco deve fare sempre e comunque i conti con lui. Insomma sono tante le note positive per Ancelotti e sembrano improvvisamente dimenticati gli stenti e le sofferenze delle precedenti amichevoli internazionali. L'invito, però, è sempre il solito, cioè a prendere con le molle i risultati e le prestazioni di questo periodo: non esaltiamoci troppo per questo apparente trionfo, così come non era il caso di deprimersi troppo dopo le tante sconfitte in giro per l'Europa. Il Milan ha mostrato finalmente una buona condizione fisica e un gioco divertente e produttivo, nonostante i tanti assenti siano ancora tali, ma è doveroso dire che la Juventus e il suo allenatore hanno dato un'involontaria mano ai rossoneri: Ranieri ha schierato una formazione alternativa negli uomini e nello schieramento tattico, lasciando a riposo qualche big e provando soluzioni nuove soprattutto a centrocampo; inoltre i bianconeri erano reduci dal preliminare di Champions contro l'Artmedia, sfida ufficiale e fondamentale e, probabilmente, erano un po' scarichi e poco reattivi; l'infortunio di Chiellini li ha ulteriormente demotivati e, bisogna essere sinceri, questa volta gli episodi sono stati tutti a favore dei rossoneri. La Juventus aveva iniziato bene, mettendo in difficoltà il Milan, poi si è vista annullare un gol probabilmente regolare di Amauri, ha subito la rete dello svantaggio per colpa di una papera di Chimenti, che ha trasformato in imparabile un tiro non irresistibile di Jankulovski, ha subito il raddoppio dopo soli quattro minuti e, in pratica, la partita è finita lì.
Il Milan ne ha approfittato per dilagare e vincere la sfida con lo scarto maggiore nelle storia del Trofeo Berlusconi e ha dato una soddisfazione al suo ex presidente e azionista di maggioranza che tiene molto alla partita che si gioca in memoria del padre. Seedorf si è confermato bestia nera della Juventus e, dopo i due gol del Trofeo TIM, gli unici realizzati dal Milan prima del Trofeo Berlusconi, si è trasformato in uomo assist in occasione del secondo e terzo gol rossonero; il quarto gol è nato da una perfetta intesa in area fra Inzaghi e Ambrosini e si sono viste altre pregevoli giocate; la difesa ha subito un solo gol, peraltro evitabile da un Dida che evidentemente non ha perso i vecchi vizi, come quello di subire gol sul primo palo (spero che Ancelotti abbia preso appunti in vista della scelta del portiere titolare), ma ha sofferto parecchio anche perchè mancavano entrambi i centrali titolari e pure capitan Maldini e Favalli ha dovuto improvvisarsi difensore centrale. Curiosamente il Milan ha dimostrato di viaggiare al ritmo di due gol ogni 45 minuti nelle sfide contro la Juventus e questo precampionato sembra mostrare che i rossoneri prediligono le sfide contro squadre italiane piuttosto che le amichevoli internazionali e questo potrebbe essere di buon auspicio in una stagione in cui l'obiettivo dichiarato e obbligato è lo scudetto più che una Coppa UEFA che non solletica molto gli appetiti di squadra e tifosi (pur essendo l'unico trofeo che manca nella bacheca di Via Turati). Sembra quasi che per questa stagione i rossoneri vogliano dimenticare la loro spiccata predisposizione alle sfide europee per concentrarsi sulle partite "nostrane", ma questi sono tipici discorsi estivi che, come il calcio d'agosto, lasciano il tempo che trovano, cioè poco. Non esaltiamoci troppo per questa sonante e squillante vittoria, così come non ci siamo depressi per le sconfitte all'estero; l'importante è essere pronti, in forma, motivati, pimpanti e, possibilmente, al completo il 31 agosto, quando le amichevoli lasceranno il posto alle sfide ufficiali e si comincerà a far sul serio, perchè le partite varranno tre punti e non solo effimere soddisfazioni o delusioni estive.


