Cessione: pressing della Sino-Europe sulla CITIC Bank. Il grande interrogativo: perché per il club si sono presentate solo cordate e non magnati singoli? Donnarumma va blindato il prima possibile
Pietro Mazzara
Il Milan alla Sino-Europe Sports Investment, un passaggio di proprietà che si sta avvicinando ma che, al momento, continua ad avere alcuni ambiti ancora da svelare. Le notizie emerse negli ultimi giorni hanno consentito ai media e anche ai tifosi più attenti, di andare ad inserire un altro tassello nel complicato diagramma legato alla società cinese che ha come referenti Yonghong Li e Han “David” Li, con quest’ultimo che ha confermato come tutto stia procedendo per il verso giusto verso la felice conclusione dell’affare. Ad oggi, senza smentite ufficiali, sappiamo che sono coinvolti – nella fase di acquisizione del Milan – le seguenti parti: il fondo Haixia Capital, controllata dalla State Development & Investment Corporation. Insieme ad essa c’è lo Jinlin Yongda Group al quale si è aggiunto anche l’azienda produttrice di lattine e packaging Zhuhai Zhongfu. In ultima istanza, come confermato nel week end, è stata coinvolta anche la TCL Corporation, ma questi nomi – fino al closing – potrebbero mutare ancora.
La notizia che Yonghong Li abbia attivato dei contatti con la China CITIC Bank ha trovato conferma nelle ultime ore. La CITIC è la stessa banca che appoggiava Bee Taechaubol nel suo primo tentativo di scalata al Milan e, secondo il Sole 24 ore, starebbe parlando con Li sulla base di cifre ritenute più idonee al valore attuale del club rossonero. Se anche CITIC dovesse entrare nell’affare, allora sarebbero diverse le garanzie economiche sul buon esito dello stesso e potrebbe anche avviarsi la pratica relativa alla quotazione in borsa, tramite la controllata CITIC Security. Tuttavia c’è un fattore che non può non far riflettere: come mai, a differenza dell’Inter – sia con Thohir sia con Suning -, il Milan non è mai stato trattato direttamente da un grande magnate, ma sempre e solo da gruppi di investitori? Domanda alla quale, un giorno, ci piacerebbe che venisse data una risposta.
Delle risposte, invece, dovrà ottenerle Vincenzo Montella per quel che concerne il dopo Riccardo Montolivo. L’infortunio del capitano rossonero (squallido leggere certe cose in giro per il web, sulla salute non si scherza) ha aperto una voragine in mezzo al campo dove Montella, adesso, dovrà trovare una soluzione. La prima, quella di pancia, direbbe di lanciare dal primo minuto Manuel Locatelli già dalla partita con il Chievo. Ma pur essendo un estimatore del regista classe ’98 (in pochi possiamo dire di averlo seguito da vicino nella sua escalation), sono convinto che gli sarebbero servite ancora 2-3 partite da subentrante per rafforzare ulteriormente il minutaggio e l’attitudine. Si giocherà una maglia con Sosa, anche se l’argentino deve adattarsi in fretta a questa posizione. Difficile pensare a Kucka mediano con l’inserimento di Poli come mezz’ala, anche perché Kuco ha dato ampie garanzie di rendimento come interno.
In chiusura qualche appunto sparso di mercato: in primis, sia che si tratti di questa proprietà o di quella cinese, va rinnovato subito il contratto a Donnarumma, anche a costo di coprirlo d’oro perché il Milan non si può permettere di correre rischi attorno al suo portierone. Il mercato di gennaio, a prescindere dalla classifica, dovrà portare un centrocampista centrale per sopperire all’assenza di Montolivo (necessità già nota da tempo). Il sogno sarebbe Fabregas, il nome forse più facile da trattare è quello di Badelj. Inoltre ad un difensore centrale che possa giocarsi il posto con Paletta, anche perché l’adattamento di Gustavo Gomez al nostro calcio sta avvenendo in maniera non celerissima. Mirabelli avrà un gran da fare quando si insedierà a Casa Milan, con la speranza di avere tanti soldi da poter investire.


