CorSera - Milan ai cinesi, gli investitori della cordata non saranno coinvolti nella gestione del club: ecco la struttura della nuova società
Enrico Ferrazzi
La critica più feroce che è stata mossa in questi mesi alla cordata che sta acquistando il Milan è certamente legata al fatto che gli investitori che compongono il consorzio cinese sono rimasti ignoti fino a pochi giorni fa. Ora, però, il mistero sta per essere svelato e, in attesa del closing, sono usciti i primi nomi potenziali: si tratta di China Construction Bank (la seconda banca cinese), Ping An Insurance (colosso delle assicurazioni), Baoshang Bank, Huarong International Financial Holdings, Tcl Corporation, China Merchant Bank, Yongda, oltre ai già noti Haixia Capital e a Yonghong Li.
GRANDI POTENZIALITA’ - Tra circa una settimana, questi nomi potenziali diventeranno reali, per la felicità di tutti i tifosi che conosceranno finalmente l’identità dei futuri proprietari del Milan. Se gli investitori dovessero essere confermati, si tratterebbe di soggetti molto importanti e con grandi potenzialità economiche, che garantirebbero un avvenire assai roseo al club di via Aldo Rossi.
STRUTTURA - Secondo il Corriere della Sera, i 5-6 soci che fanno parte della cordata cinese non parteciperanno in modo diretto alla gestione della società rossonera, la quale sarà nelle mani di Han Li e di Yonghong Li, che potrebbe anche essere nominato nuovo presidente del Milan. La struttura della nuova società è chiara: il general partner, cioè l’organismo di controllo che gestisce gli interessi degli investitori, darà gli ordini al consiglio di amministrazione e quindi a Marco Fassone, il quale a sua volta identificherà i direttori commerciale, finanziario, oltre a quello sportivo, Massimiliano Mirabelli, che è già al lavoro. Gli investitori metteranno quindi i soldi e si aspettano che il valore del Milan cresca per guadagnare.


