MILAN, L'EUROPA NON E' AMICHEVOLE...
Davide Bin
Un'altra sconfitta internazionale nel precampionato rossonero: con quella di Gijon fanno quattro e senza nemmeno un gol segnato, mentre nelle sfide contro le squadre italiane il Milan è andato un po' meglio, con la "perla" della netta vittoria nel Trofeo Berlusconi contro la Juventus. Sembra quasi che la mancata qualificazione in Champions League abbia tolto al gruppo rossonero la proverbiale vocazione europea, che spingeva a preferire gli obiettivi internazionali a quelli italiani. L'obiettivo dichiarato per questa stagione è lo scudetto? Bene, meglio prepararsi mentalmente alla stagione che sta per iniziare e snobbare le noiose e inutili amichevoli all'estero! Ovviamente è solo una battuta, ma è curioso questo atteggiamento dei rossoneri, che all'estero hanno sempre perso, mai segnato e offerto prestazioni sconfortanti, soprattutto in difesa. Certo le attenuanti non mancano: la prima e la più evidente è l'assenza di tantissimi giocatori; un intero reparto, ovvero l'attacco e molte defezioni anche in difesa; in pratica il vero Milan non l'abbiamo mai visto e pare che dovremo attendere ancora per vederlo, visto che uno degli elementi più importanti e rappresentativi, ovvero Kakà, dovrà rimanere a riposo per un altro periodo e non sarà disponibile almeno fino a metà settembre. A Gijon il Milan ha mostrato progressi: ha creato qualche occasione pericolosa, puntualmente sprecata dall'ancora acerbo Paloschi, ha costruito gioco a centrocampo ma ha sofferto troppo il pressing avversario e, soprattutto, ha subito un altro gol evitabilissimo in difesa, dove la pericolosa tendenza a rimanere passivi e immobili su qualunque pallone alto scodellato in area dovrebbe preoccupare tutti ben più di una sterilità offensiva dovuta all'assenza di praticamente tutti gli attaccanti in rosa. A Gijon, infatti, ha giocato la retroguardia che molto presumibilmente sarà in campo domenica prossima contro il Bologna, nell'esordio in campionato e gli esiti non sono stati confortanti, come dimostra eloquentemento il primo gol subito.
Molti auspicavano un ritorno sul mercato per rinforzare un reparto difensivo scricchiolante (parecchi elementi sono troppo spesso soggetti ad infortuni) e che frequentemente mostra pericolose amnesie, ma i dirigenti sono partiti per Londra per acquistare Ivanovic e sono tornati con...Shevchenko, notoriamente un fortissimo difensore centrale! Ovviamente il discorso su Sheva merita un articolo a parte per tutte le implicazioni non solo tecniche che ha, ma resta misterioso il motivo per cui la rosa rossonera è stata arricchita con la settima punta (ora saranno problemi per Ancelotti gestirle tutte) e il difensore non è ancora arrivato e magari mai arriverà; le grandi vittorie si costruiscono partendo da una grande difesa ma questa sembra una regola sconosciuta in Via Turati, soprattutto in quest'estate 2008 che si sta concludendo. Per fortuna nel frattempo si sono concluse le amichevoli estive che, Trofeo Berlusconi a parte, sono state tutt'altro che esaltanti: bisogna anche stabilire a cosa sia servito portare in giro per l'Europa un gruppo così rimaneggiato e incompleto; certamente non è servito ad Ancelotti per provare schemi e varianti tattiche; sicuramente non è servito ad incrementare il prestigio internazionale del Milan, costretto a brutte figure e risultati scadenti; ovviamente non è servito ad aumentare l'entusiasmo e l'ottimismo dei tifosi rossoneri, perchè perdere, pur con mille attenuanti, non è mai bello. Insomma a cose fatte verrebbe da dire che sarebbe stato meglio restarsene a casa piuttosto che andare in giro per l'Europa a fare figuracce "non da Milan" ma, ovviamente, si tratta di impegni e accordi già presi da tempo e che non potevano essere annullati da un giorno all'altro. Ora, finalmente, si comincia a fare sul serio, in tutti i sensi: la stagione ufficiale sta per iniziare e rientreranno gli "olimpici" Pato e Ronaldinho e il "figliol prodigo" Shevchenko, in attesa della guarigioni dei lungodegenti Nesta e Kakà e degli acciaccati Gattuso e Inzaghi. La rivoluzione e la rifondazione tanto richiesta da gran parte della tifoseria non c'è stata, anzi il ritorno di Shevchenko porta verso una restaurazione dell'antico "regime", visto che in rosa sono ancora presenti ben nove elementi della finale di Manchester del 2003; il "romantico" Milan vuole stupire ancora una volta e cancellare dubbi e perplessità sul suo conto; sarà dura ma l'augurio che nasce spontaneo da ogni cuore rossonero è che alla fine ci riesca, perchè il bene del Milan viene prima di tutto, quindi tralasciamo polemiche, rancori, ruggini e risentimenti per tornare a lottare tutti insieme, uniti come sempre, in campo e sugli spalti.


