All'Olimpico senza Jack: un esame duro e difficile. Cessione del club: oggi altri 100 milioni, ma la situazione è diventata insostenibile. Mercato di gennaio: all'orizzonte vacche magrissime
Pietro Mazzara
Tre esami importanti, che potranno dare un sapore particolare al Natale 2016 del Milan, il secondo vissuto in balia di una cessione societaria che continua a non concretizzarsi e a far crescere rabbia, incertezza e scoramento nei tifosi che, a poco a poco, si stanno riavvicinando alla squadra. Già, la squadra, che questa sera se la vedrà contro la Roma in un vero e proprio scontro diretto per il secondo posto. Il Milan ci arriva non al completo, con le assenze di Bonaventura e Bacca che, a livello qualitativo e numerico, non potranno non pesare nell’economia della partita. Soprattutto quella di Jack è stata una doccia freddissima per tutti, visto che a metà settimana sembrava che il suo recupero potesse avvenire mentre, nel week end, è aumentato lo scetticismo fino al forfait finale che porterà Montella a dover ridisegnare il suo centrocampo, con Mati Fernandez e Bertolacci pronti a giocarsi la maglia resa vacante dallo stesso Bonaventura. Un peccato che il jolly rossonero non sia riuscito a recuperare a pieno per la partita odierna, perché dall’altra parte ci sarà una Roma ringalluzzita dalla presenza di Strootman (al quale sono state annullate le due giornate di squalifica) e che, più in generale, fa del ritmo alto in mezzo al campo una delle sue prerogative. Ci sarà da soffrire, da lottare su ogni pallone per poi provare a ripartire con le armi a disposizione di questo gruppo che, tra mille e più difficoltà, è riuscito a riaccendere un barlume di entusiasmo dentro ad un ambiente caduto, da anni, in una crisi depressiva inimmaginabile.
Oggi, però, è anche il giorno in cui la Sino-Europe Sports dovrà versare altri 100 milioni sui conti di Fininvest per adempiere così all’impegno che si è presa la scorsa settimana quando ha concordato, con i manager della holding della famiglia Berlusconi, la proroga per il closing che, lo ricordiamo, ha come nuova scadenza la data di venerdì 3 marzo 2017. Ma tutta questa vicenda inizia ad essere quasi grottesca, sotto molti punti di vista. I cinesi, ci dicono, non vogliono effettuare una disclosure pubblica sui nomi che stanno dentro SES fino al completamento del famigerato deal, ma questo clima di estrema riservatezza che si è instaurato tra SES e Fininvest sta causando un ulteriore avvelenamento delle acque dentro i tifosi. Nei vari comunicati congiunti, non è mai emerso un nome ufficiale, se non quello di Haixia e di Yonghhong Li, di almeno un altro investitore che fa parte della Sino-Europe. Capiamo il patto di riservatezza, ma dopo quasi due anni di tira e molla, è giusto che tutti, dai giornalisti ai tifosi, vengano messi al corrente di chi sta cercando di portare a termine l’acquisizione del Milan. Basterebbe poco alle parti prese in causa fare chiarezza su alcuni punti. Se oggi arriveranno altri 100 milioni, sarebbe evidente il fatto che, alla fine, il Milan passerà di mano tanto è vero che le celeberrime autorizzazioni statali potrebbero arrivare anche prima della data fissata per il closing.
In tutto questo chi ne risentirà? Ovviamente il mercato di gennaio. Galliani e Maiorino saranno costretti ad operare in un regime di pareggio di bilancio imposto da Fininvest, col l’arduo tentativo di fare cassa con i cartellini di quei giocatori che sono considerati fuori dal progetto di Montella. Vangioni, Ely e Luiz Adriano sono i primi della lista, ma risulta difficile, ad oggi, pensare ad una campagna invernale diversa da quella di un anno fa, quando si concretizzò il solo ritorno di Boateng. Insomma, a meno che Fininvest – attraverso un prestito-ponte che gli dovrebbe essere rimborsato al closing da SES – non decida di mettere mano al portafoglio, prepariamoci ad una serie di tentativi di trattative basate sulla formula del prestito con diritto di riscatto.


