Da meteora a stella, il tutto in meno di un anno: Suso, l'imprescindibile del Milan di Montella
Matteo Calcagni
Non è passato nemmeno un anno da quando, nel gennaio 2016, Suso fu ceduto in prestito al Genoa, dopo un anno da semplice comparsa in rossonero, prima con Inzaghi e poi con Mihajlovic. Chi avrebbe potuto prevedere cosa sarebbe successo nell'anno successivo? Prima l'esplosione con la maglia del Grifone, poi la consacrazione in rossonero con Montella, uno dei principali sponsor dello spagnolo in estate, quando si parlava di un possibile nuovo trasferimento.
INSOSTITUIBILE - Suso si è preso la corsia destra del tridente milanista senza più mollarla, diventato sempre più importante settimana dopo settimana. Potrebbe bastare citare i numeri per illustrare il valore della stagione dell'ex Liverpool, cinque gol e cinque assist, ma è giusto e doveroso andare oltre, considerato il peso specifico del nativo di Cadice all'interno degli schemi di Montella. Il classe '93, pressoché insostituibile, è capace di garantire quel differenziale tecnico che tanto è mancato al Milan negli ultimi anni, soprattutto in attacco. Ma oltre alla qualità c'è anche il carisma, la personalità di chi è conscio del proprio potenziale.
L'ASCESA - Anche a Roma, in una gara dove il Milan è uscito immeritatamente sconfitto, Suso è stato uno dei migliori in campo. In un momento in cui Bonaventura e Bacca sono (erano) out per infortunio e Niang non sta attraversando un grandissimo momento di forma, lo spagnolo prosegue il suo instancabile viatico, non facendo mai mancare il suo preziosissimo contributo in campo. Non male per un giocatore che soltanto un anno fa era considerato l'ennesima meteora transitata in quel di Milanello... Evidentemente prima di giudicare è giusto aspettare o verificare sul campo quello che può rappresentare un giocatore. Buon per il Milan che lo spagnolo sia potuto rientrare alla base e abbia dato libero sfogo a tutta la sua classe.


