Milan, il grande salto di Pasalic: da "nuovo Van Ginkel" a giocatore decisivo
Salvatore Trovato
"Eccallà, il Milan ci è ricascato". Alzi la mano chi, il 27 agosto scorso, non ha storto il naso e il muso alla notizia dell’ingaggio di tale Mario Pasalic, lo sconosciuto di turno arrivato a Milanello in prestito, dopo aver vagato (con discreta fortuna, ma niente di che) per l’Europa, tra Spalato, Londra, Elche e il Principato di Monaco.
PARAGONE - Centrocampista, 188 cm per 82 Kg, di proprietà del Chelsea. Il paragone è presto fatto: il Milan ha preso un altro Van Ginkel, giovane spilungone arrivato qualche anno fa, sempre a titolo temporaneo, proprio dai Blues e rispedito prontamente al mittente al termine della stagione, dopo una serie di prestazioni tutt’altro che indimenticabili. Insomma, una meteora. Dicevamo, "eccallà"... Due anni dopo, riecco un altro Van Ginkel. L’inizio di Pasalic lasciava presagire il peggio, panchina dopo panchina. Invece, pian piano, l’ex Monaco si è preso scena e applausi.
FUTURO - Un crescendo costante e confortante, di partita in partita, fino al capolavoro di Doha. Rigore decisivo a parte (che freddezza davanti a Gigi Buffon), il croato, gettato nella mischia al minuto 74 per irrobustire il centrocampo, non ha sbagliato un solo pallone, giocando con personalità e classe. E il futuro, per lui, potrebbe essere a tinte rossonere. Il Milan, infatti, nel caso in cui il Chelsea decidesse di cedere Pasalic, avrebbe una corsia preferenziale, una sorta di dritto di prelazione che potrebbe chiaramente favorire il club di via Aldo Rossi.


