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Se Elliott dedicasse al Milan squadra la stessa cura che ha dedicato allo stadio…. La serenità di Giampaolo dopo le criticheTUTTOmercatoWEB
giovedì 26 settembre 2019, 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

Se Elliott dedicasse al Milan squadra la stessa cura che ha dedicato allo stadio…. La serenità di Giampaolo dopo le critiche

Oggi, qui inteso come giovedì 26 settembre, è il grande giorno. Il giorno destinato, da una preparazione tipo fashion week, alla presentazione dei due progetti rimasti in lizza e sottoposti all’approvazione, con relativo dibattito, del comune di Milano, per il nuovo stadio. Da scoprire, a dire il vero, non c’è più niente perché ogni dettaglio è stato svelato dai giornali che hanno fatto, con benemerito impegno, il loro mestiere: disegni dell’impianto e dell’intero quartiere, tutto è noto così come il probabile vincitore, lo studio americano che ha puntato sulla suggestione delle guglie del Duomo. Se non ci fosse in programma, qualche ora più tardi, alle 21 per la precisione, la sfida col Torino, potrebbe essere il grande evento da seguire in esclusiva. Ma soprattutto se Elliott e chi lo rappresenta nel Milan attuale avesse dedicato alla creazione del progetto tecnico la stessa cura e lo stesso interesse dimostrati per il dossier del nuovo stadio in società con l’Inter, beh di sicuro oggi i tifosi milanisti risulterebbero meno allarmati dai ritardi della classifica e non solo.

       Ecco allora il punto. Alcuni osservatori hanno spesso spiegato che la presenza del fondo americano nel calcio italiano abbinato allo storico brand del Milan è giustificata solo dalla possibilità di costruire lo stadio, sia pure al 50%, per creare così valore al marchio e procedere quindi a metterlo sul mercato per rivenderlo rientrando della spesa sostenuta.

La famosa frase di Boban a mercato chiuso (“non ho sentito quelli di Elliott”) venne riletta dalla comunicazione del club come una innocente battuta ma probabilmente segnalava il distacco non solo geografico ma emotivo della famiglia Singer dalle vicende squisitamente calcistiche del Milan. L’assenza degli azionisti in occasione del derby ne è stata una parziale conferma mentre nel precedente torneo più volte Singer jr. è stato inquadrato al fianco di Gazidis e Scaroni.

Altra pecca che ci permettiamo di segnalare è quanto accaduto ai margini della visita milanese di Infantino, presidente della Fifa. La sera del derby ha avuto un incontro ravvicinato col suo amico Boban e con tutta la dirigenza rossonera a San Siro, mentre il lunedì ha fatto visita alla nuova sede dell’Inter con tanto di foto condivise sui social che hanno dato lustro allo stesso Stefen Zhang. Anche in politica il nuovo Milan non ha ancora raggiunto la visibilità di cui ha goduto per 30 e passa anni con Adriano Galliani.

Ultima annotazione. Giampaolo visto a Milanello mercoledì all’ora di pranzo per la conferenza-stampa prima del viaggio a Torino è apparso un uomo sereno e determinato, per niente ad esempio “ferito” dalle feroci critiche che pure gli sono piovute addosso da tifosi, opinionisti di ogni genere e addetti ai lavori. Anzi ha liquidato il tiro al piccione con una frase rivolta ai cronisti presenti (“a giudicare dagli sms dei miei amici mi avete randellato ma, tutto sommato, vi capisco”) che segnala il suo modo leggero di vivere la professione. Altri colleghi, più permalosi dell’abruzzese, avrebbero preso cappello. Anche per questo l’uomo ci sta simpatico. Che debba “scollinare” Toro e Fiorentina per sentirsi accettato a Milanello, lo sa benissimo. “Non sono venuto dalla montagna con il sapone” la battuta significativa.

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