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Genova decisiva per Giampaolo, il Milan studia le alternative. Ma non è così semplice…
mercoledì 2 ottobre 2019, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello
per Milannews.it

Genova decisiva per Giampaolo, il Milan studia le alternative. Ma non è così semplice…

Il Milan è diventata una società che divora gli allenatori. La fame di rivalsa aumenta stagione dopo stagione, la pressione è sempre più alta e il tempo diminuisce per ogni tecnico che siede sulla panchina rossonera. Tralasciando per un attimo tutti gli allenatori esonerati negli ultimi anni, poiché appartenenti a due proprietà diverse (quella berlusconiana e quella cinese), anche Marco Giampaolo potrebbe subire lo stesso destino dei suoi predecessori se non dovesse vincere e convincere a Genova. Non tutti nel club sono d’accordo nel concedere ancora tempo all’allenatore abruzzese, ma per ora è prevalsa la linea della fiducia a tempo, e sabato sera al Ferraris sarà l’ultima spiaggia per Giampaolo se dovesse andare male.

Ciò che non ha digerito la dirigenza sono le prestazioni più che i risultati. Il Milan dopo tre mesi non ha ancora un gioco, non c’è coralità nella manovra e molti giocatori sembrano involuti, a partire da Piatek e Paquetà che erano i migliori della passata stagione. L’involuzione generale, la mancanza d’identità e i cattivi risultati hanno portato la dirigenza a riflettere sulla posizione dell’allenatore e in caso di esonero nessuno vuole farsi cogliere impreparato. Perché ci sarebbe una sosta da sfruttare e quindi in queste ore sono partiti sondaggi e telefonate, un casting con diversi allenatori, italiani e stranieri, giovani ed esperti. Ma non tutti hanno dato disponibilità al Milan, perché sanno di trovare un ambiente difficile e una big in crisi. E’ il caso di Allegri che oltre ad avere pretese dal punto di vista economico, preferirebbe non accettare un incarico in corsa, dove si ritroverebbe a partecipare ad una corsa per la Champions con un forte handicap. Altri allenatori hanno dato disponibilità ma non convincono tutte le parti della dirigenza, come Rudi Garcia. Sheva si è chiamato fuori, e probabilmente è un bene perché almeno non si brucerà un’altra bandiera del Milan dopo Inzaghi, Seedorf e Gattuso, dunque è importante capire quale sarà la scelta del club.

Una decisione importantissima perché in caso di sostituzione non si può sbagliare il nome del prossimo tecnico. Giampaolo ha le ore contante ma proverà a giocarsi le sue utile carte, legittimamente, e se dovesse continuare lui (per mancanza di alternative), il club dovrà supportarlo fino alla fine per evitare di gettare completamente al vento un’altra stagione. A pagare ogni anno è sempre l’allenatore ma le colpe vanno equamente distribuite tra tutti i componenti del club, dal vertice della piramide fino ai giocatori, alcuni di loro veramente non all’altezza della situazione.

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