Ora bisogna vincere !
Davide Bin
Parlare di ultima spiaggia alla quarta giornata di campionato mi sembra francamente eccessivo, anche se qualcuno ha già usato quest'espressione, ma è indubbio che l'avvio di campionato del Milan non è stato quello che tutti auspicavano e ora è giunto il momento di dare una prima brusca accelerata prima che sia troppo tardi. Quando è stato compilato il calendario, era facile prevedere che i rossoneri potessero avere nove punti dopo tre giornate, visti gli avversari che il computer aveva abbinato al Milan in avvio di campionato e all'epoca Ibrahimovic e Robinho non facevano ancora parte della rosa; la netta vittoria sul Lecce sembrava dare ragione a quel facile pronostico e l'acquisto delle due nuove stelle dell'attacco aveva dato grande entusiasmo a tutto l'ambiente; la sconfitta di Cesena e il pareggio interno contro il Catania hanno, invece, riportato tutti bruscamente alla realtà, che non è quella sognata e pregustata: il Milan ha di fatto gli stessi punti dell'anno scorso, ha gli stessi impacci, gli stessi problemi ed ora come allora è già costretto ad inseguire la solita Inter che lo precede di tre punti. Ora i rossoneri sono attesi dalla trasferta di Roma contro la Lazio: campo difficile, avversario ostico, ma tante volte l'Olimpico è stato teatro dei momenti di svolta dei campionati del Milan, sia nelle partite contro i biancocelesti che in quelle contro i giallorossi. I ragazzi di Allegri non hanno alternative: devono vincere per non rischiare di vedere l'Inter allontanarsi ancora di più e dover già accantonare troppo presto i sogni di gloria in campionato, perchè è chiaro che accumulare troppi punti di distacco in breve tempo spingerebbe ulteriormente tutto l'ambiente a privilegiare il cammino europeo a discapito di quello in campionato, visto che l'attenzione generale è già sbilanciata verso la Champions, obiettivo preferito da tifosi, società e giocatori (Ibra che non l'ha mai vinta ma anche tanti "senatori" che in Europa si esaltano e si trasformano). Allegri deve risolvere tanti problemi, a cominciare da quelli di formazione: ancora fuori Pato e Ambrosini, ancora indietro di condizione Robinho, quindi bisogna decidere la composizione di centrocampo e attacco, perchè difficilmente si può chiedere a Inzaghi di giocare ancora dopo tre giorni (ma con il suo entusiasmo Pippo non si tirerebbe certo indietro...) ma in quel caso sarebbe difficile poter riproporre il tridente d'attacco, a meno di avanzare Boateng e inserire Gattuso a centrocampo o il rientrante Flamini; ci sono più certezze in difesa, con il grande ex Nesta a far coppia con Thiago Silva e Zambrotta e Antonini sulle fasce. I problemi, però, non sono solo di formazione, perchè il Milan ha mostrato di essere lento, lezioso, incapace di scardinare le difese schierate e di servire adeguatamente Ibrahimovic, che, doppietta contro l'Auxerre a parte, fatica ancora ad inserirsi negli schemi rossoneri e ad essere quell'attaccante implacabile e devastante che tutti ricordano con altre maglie; inoltre la difesa soffre molto e tutta la squadra fatica ad essere equilibrata soprattutto quando attacca in massa e lascia autentiche praterie per le ripartenze degli avversari: il Cesena è stato letale in contropiede, Auxerre e Catania un po' meno ma in tre partite consecutive il Milan ha subito la stessa identica situazione dopo aver perso palla in attacco con la squadra sbilanciata in avanti.
C'è molto da lavorare ma c'è poco tempo per farlo, perchè si gioca ogni tre giorni e si passa il tempo più a viaggiare, giocare o fare allenamenti defaticanti che ad allenarsi seriamente e duramente sia dal punto di vista fisico che tattico. Inutile, quindi, aspettarsi rapidi e repentini miglioramenti, ma è comunque importante, per non dire fondamentale, cercare di espugnare l'Olimpico, anche se bisognerà affrontare una Lazio entusiasta perchè reduce dalla vittoria di Firenze. Il Cesena ha smascherato i problemi del Milan e ha insegnato a tutti come si può metterlo in difficoltà e batterlo; Auxerre e Catania hanno imparato la lezione e cercato di imitare i romagnoli con esiti diversi, ma è chiaro che ora tutti sanno cosa fare quando affrontano il Milan e anche Reja avrà catechizzato a dovere i suoi ragazzi, che cercheranno in tutti i modi di ottenere un risultato di prestigio contro una squadra che tutti indicavano coma favorita per lo scudetto. Ora la realtà sembra già diversa e meno esaltante per i tifosi rossoneri, ma la strada è ancora lunga e basterebbe una scintilla per riaccendere questo Milan un po' spento e farlo scattare verso l'alto; insomma non ci sono alternative alla vittoria: lo sa Allegri, lo sanno i giocatori, ma non sarà comunque facile, soprattutto se il Milan non cambierà atteggiamento e non riuscirà a giocare a ritmi più alti e con maggiore imprevedibilità in attacco. La settimana di campionato caratterizzata da tre impegni ravvicinati è partita in modo mediocre, ma c'è ancora tempo per raddrizzarla e renderla più esaltante, a patto di vedere in campo un Milan più convinto e convincente, che sappia mettere sotto l'avversario e non subirlo per larghi tratti dell'incontro come successo nelle ultime partite; in pratica vogliamo ammirare il Milan che abbiamo sognato al momento dell'arrivo di Ibra e Binho ma che in realtà non abbiamo mai visto; le attenuanti non mancano, ma adesso ciò non conta: serve solo vincere, per non allungare ancora la lista delle occasioni perdute e non aprire troppo presto la malinconica stagione dei rimpianti.


