Milan, dove sei?
Matteo Calcagni
Gli dei del calcio avevano offerto una possibilità ad un Milan spento e poco lucido, un regalo confezionato e gentilmente recapitato a Zlatan Ibrahimovic, bravissimo ad avventarsi sull'ottima palla di Seedorf e sfruttare il seguente rimpallo battendo Muslera. Il Milan ce l'aveva fatta, aveva sbloccato una partita che aveva ormai la fisionomia del pareggio: un punteggio, forse immeritato, che avrebbe comunque migliorato il morale di tutta la rosa rossonera, soprattutto dopo i risultati non soddisfacenti contro Cesena e Catania. Trovato il vantaggio, tuttavia, il Diavolo è diventato "angelo", perdendo completamente la dimensione della partita e concedendo palloni e spazi insperati all'undici di Reja, capace di trovare il pareggio pochi minuti più tardi. Una mazzata, il gol di Floccari, che ha messo in luce tutti i limiti di questa squadra: al momento trova enormi difficoltà nel sbloccare le gare e, ancora più stranamente, è quasi incapace di controllarle, con i famosi "palleggiatori" che spariscono nel momento clou del match. Un risultato pesante, quello maturato all'Olimpico, che allontana ancora di più i rossoneri dalla vetta: ora il distacco è di -5 dall'Inter alla quarta giornata con un peggioramento rispetto allo scorso anno. Poche le note liete di questa serata: il modulo messo in campo da Allegri ha contenuto bene la Lazio fino alla rete dell'1-0, ma si è sciolto al sole proprio quando la gara sembrava più semplice.
Bene, invece, la gestione sui contropiedi avversari, tenuti con attenzione da parte dei vari effettivi, soprattutto a seguito di tanti errori tra Cesena, Auxerre e Catania. Ibrahimovic si è sbloccato in Campionato, dimostrando di poter fare gol e togliere le castagne dal fuoco in condizioni di difficoltà ma, almeno ieri sera, non è bastato. Un passo indietro per Boateng, decisamente poco adatto al ruolo di esterno alto, ruolo che gli ha impedito di sfruttare le sue fenomenali incursioni partendo da lontano. Allegri ora deve trovare il bandolo della matassa, cercando di strigliare e scuotere questa squadra, in modo da ripartire in fretta tentando di bloccare quest'emorragia di risultati per riprendere il cammino. Il tecnico toscano, d'altronde, ci ha abituato a Cagliari a partenze diesel: speriamo che, anche al Milan, la storia possa ripetersi già nei prossimi incontri, confidando anche nell'inserimento di Robinho e in un veloce recupero di Pato, il vero fenomeno di questa formazione.


