Cinque punti in quattro gare: questo Milan deve mettersi a correre!
Pietro Mazzara
Prima il quattro a zero roboante contro il Lecce davanti al neo arrivato Zlatan Ibrahimovic, poi il black-out, le difficoltà, le brutte figure. Il Milan 2010/11, quello che a detta di molti, in queste prime quattro giornate doveva veleggiare in testa alla classifica con dodici punti su dodici, si trova, quasi inesorabilmente, come se ci fosse un disegno particolare, già a meno cinque punti dall’Inter campione d’Italia e capolista solitaria. I rossoneri sono lenti, prevedibili e privi di idee, come a dimostrare che il doppio cambio in panchina, in due anni, non ha cancellato la mentalità ancelottiana del dover entrare in porta con il pallone senza accelerare i tempi dell’azione, una delle caratteristiche principali della filosofia che il tecnico toscano ha sempre apportato alle sue squadre.
L’assenza di Pato e la condizione precaria di Robinho tolgono ulteriori pedine alla squadra, e i due brasiliani, insieme a Boateng, sono gli unici a poter dare quel dinamismo in avanti che manca. Con la Lazio si è vista una squadra un po’ più equilibrata e, soprattutto, sono stati eliminati i dubbi sulla coppia di terzini titolare che deve essere composta da Zambrotta ed Antonini. Sabato arriva a San Siro il Genoa, e contro i liguri, che sono sinonimo di vittoria da quando sono tornati in serie A, tra le mura amiche, si deve fare risultato a qualsiasi costo perché questo Milan che cammina deve iniziare a correre, ed anche veloce, perché la lepre Inter è già in fuga.


