Max Allegri, quel mister della via Gluck...
Salvatore Trovato
Il passaggio da una piccola del pallone ad una big del calcio internazionale è (quasi) sempre traumatico, sia per i calciatori che, a maggior ragione, per gli allenatori. Un po' come quel ragazzo di campagna che lascia tutto per trasferirsi in città, in parole povere, facile come bere un bicchiere di olio di ricino. Questo ragazzo della via Gluck pallonara è Massimiliano Allegri, che si divertiva ad allenare in provincia ma che, un bel giorno, disse a Cellino: "Io vado al Milan". E così, dopo sole quattro giornate di campionato e un periodo di ambientamento piuttosto breve, per mister panchina d'oro è già tempo di esami. "Le difficoltà qui sono diverse dalle squadre medio-piccole - ha detto il tecnico toscano in conferenza stampa -, ma al Milan si possono vincere grandi competizioni".
La vittoria appunto, un fattore sorpresa a Cagliari, un obiettivo di vitale importanza a Milano, dove la classifica e la lotta per lo scudetto pesano molto di più di una corsa per la salvezza in provincia. Allegri, comunque, è ottimista e si aspettava certi problemi, anche se, parole sue, avrebbe voluto avere a disposizione più tempo per preparare meglio la sua strada: "Questo primo mese? Me lo aspettavo così, magari - confessa - sarebbe stato più semplice se avessi avuto tutti a disposizione dal 20 Luglio, senza le soste per le nazionali, così avrei potuto lavorare meglio sul campo, ma sono sereno". La serenità, come detto, c'è, ed è giusto che sia così: il campionato, infatti, è appena iniziato e non saranno certo i 5 punti di distacco dall'Inter ad influenzare il lavoro a Milanello. Discorso rimandato, dunque, magari al termine della stagione, quando, probabilmente, questo allenatore della via Gluck - chissà - ne avrà fatta di strada...


