Il passato non si dimentica, ma il futuro è adesso
Pietro Mazzara
Oggi, dopo 15 anni, le tifoserie di Milan e Genoa si ritroveranno all’intero dello stesso stadio, un fatto che vuole porre la parola fine da una della pagine più nere del calcio italiano. L’omicidio di Spagnuolo, avvenuto nel gennaio del 1995, è stato l’inizio di una nuova vita all’interno del movimento ultrà ma è stato anche l’inizio di un odio e di un rancore che il popolo genoano ha portato nei confronti del Milan e della sua tifoseria. Le iniziative per riportare le sfide tra i rossoneri ed i grifoni ad essere una partita normale sono state fatte ed il padre di Spagna si è sempre battuto per far si che ciò accadesse. Il Casms, nella passata stagione, aveva inizialmente aperto le porte di Marassi ai tifosi del Milan per poi prendere la clamorosa, ed impopolare, decisione, di chiudere le porte dello stadio genovese e facendo disputare il match a porte chiuse.
A dare l’esempio più importante sono stati i dirigenti delle due squadre che, in occasione della finale di Supercoppa Italiana Primavera, hanno organizzato la visita al museo della storia del Genoa da parte della delegazione milanista, un passo importante verso la normalizzazione di una delle sfide storiche degli anni novanta del calcio nostrano. Il passato non si dimentica, ma il futuro è adesso. Spagna è nel cuore di tutti ma le lame ed il rancore devono essere riposte perché sangue non lava sangue, ma lo chiama e, in un periodo in cui le restrizioni stanno allontanando la gente dagli stadi, è l’ultima cosa, della quale c’è bisogno.


