Ibracadabra...e la serata diventa magica!
Davide Bin
Alzi la mano chi all'intervallo di Milan-Genoa pensava che i rossoneri avrebbero concluso questo sabato a soli due punti dall'Inter! Dopo quarantacinque minuti, infatti, il Milan arrancava, produceva il solito calcio lento, prevedibile e scarsamente pericoloso, al punto che il tridente delle meraviglie aveva fatto praticamente scena muta, salvo un tiro di Robinho ed era toccato a Gattuso e Boateng improvvisarsi attaccanti per impensierire Eduardo; poi, nella ripresa, ci ha pensato mago Ibra a cambiare radicalmente lo scenario, estraendo dal cilindro un pallonetto dolce dolce che è andato ad insaccarsi alle spalle del portiere genoano e ha mandato in estasi il popolo rossonero; più tardi sarebbero arrivate anche buone notizie da Roma, con l'Inter sconfitta dai giallorossi in pieno recupero e così il distacco dai nerazzurri è drasticamente diminuito e Moratti mi perdonerà se faccio notare che questa volta la serata è stata perfetta per i cuori rossoneri, visto che lui aveva gongolato in quel sabato in cui il Milan aveva perso a Cesena con un rigore sbagliato da Ibrahimovic e l'Inter aveva vinto contro l'Udinese, definendolo il sabato perfetto. Se aggiungiamo il fatto che questo Milan-Genoa molto delicato dal punto di vista dell'ordine pubblico è scivolato via tutto sommato in modo molto tranquillo, si può davvero dire che questo sabato è stato molto positivo e riconsegna al campionato un Milan vincente e più vicino alla vetta, anche se sulla prestazione e sulla qualità del gioco ci sono ancora molte perplessità.
Inutile dire che questo Milan-Genoa non poteva essere una partita come le altre, soprattutto a livello di tifoserie; dopo quindici anni in cui i tifosi delle due squadre non si erano più ritrovati nello stesso stadio in occasione delle sfide fra le loro squadre, è giunto il momento di tentare di far tornare le cose alla normalità. Ovviamente un po' di timore c'era, avvicinandosi allo stadio e cercando di capire quale fosse l'atmosfera e se ci fossero pericoli di incidenti e tafferugli, ma si è subito intuito che tutto stava filando via molto tranquillamente. Certo lo scenario all'interno dello stadio si è rivelato quantomeno grottesco e ciò impone una riflessione sulla "tessera del tifoso" non come strumento in se stesso ma per come vengono gestite le vendite dei biglietti; in pratica in questo caso il ragionamento è stato: se sei un tifoso genoano puoi comprare biglietti del settore ospiti solo se hai sottoscritto la tessera del tifoso, ma se per caso la cosa non ti va (come capita alla stragrande maggioranza degli ultras italiani) puoi comunque comprare un biglietto per qualunque altro settore occupato dai tifosi avversari e mischiarti con loro. E' come gettare un cerino in una polveriera e sarebbe potuto accadere di tutto, visto che il settore ospiti, appositamente predisposto a separare i tifosi delle due squadre era pressochè deserto e tutti i tifosi del Genoa erano appostati nel terzo anello rosso con la possibilità di entrare in contatto con i tifosi rossoneri e senza reti che impedissero loro di gettare oggetti nei settori sottostanti; fortunatamente non è successo nulla di particolarmente grave o irrimediabile e mi perdonerà la signora rimasta stordita dal petardo lanciato nell'intervallo, nell'unico momento di tensione in un pomeriggio che molti ipotizzavano ben più caldo da questo punto di vista. Chiaro che, però, chi ha inventato la tessera del tifoso e, soprattutto, consente (non solo in questo caso) che ai tifosi ospiti vengano venduti biglietti di altri settori che non sia quello loro riservato, non sta facendo prevenzione della violenza, ma sta creando i presupposti perchè prima o poi succeda qualcosa di spiacevole e se queste sono le conseguenze dell'applicazione delle norme sulla tessera del tifosi...meglio tornare al passato con i tifosi ospiti riuniti nel loro settore, tessera o non tessera, perchè se la tessera serviva a scongiurare che i tifosi meno tranquilli potessero andare in trasferta, l'intento è miseramente fallito. Fortunatamente fra le due tifoserie ci si è limitati ad insulti verbali e cori di sfottò, ma chi dirige l'ordine pubblico negli stadi dovrebbe fare un bell'esame di coscienza e cercare di correggere i tanti errori e le tante lacune delle nuove norme.
Tornando alla partita, Allegri scioglie i dubbi della vigilia con qualche sorpresa: Pirlo doveva riposare e, invece, è regolarmente al suo posto in cabina di regia; Seedorf doveva essere titolare, ma siede in panchina; Robinho gioca per la prima volta da titolare con la maglia rossonera, quindi Boateng torna a centrocampo dopo aver giostrato da punta all'Olimpico di Roma; in difesa sulle fasce agiscono Abate a destra e Antonini a sinistra con Zambrotta in panchina. Dalla curva arrivano cori di incitamento per squadra e singoli giocatori, molti insulti per i genoani e un coro anche per Kaladze, ex che ha lasciato comunque un buon ricordo nonostante gli ultimi periodi un po' burrascosi e che merita un applauso perchè in passato ha dato tanto al Milan; Kakha, seduto in panchina, apprezza e saluta la curva con un gesto della mano.
La partita si dimostra subito complicata per il Milan e questa non è una novità: i rossoneri provano ad imporre il loro gioco, ma mancano velocità, ritmo e convinzione contro un avversario organizzato che si difende con ordine e non disdegna qualche puntata in avanti per cercare il colpaccio. Lo spunto di Ronaldinho che serve Robinho per un tiro in diagonale fa ben sperare, ma il tridente funziona ad intermittenza e allora tocca a Gattuso improvvisarsi attaccante e inserirsi in area ritrovandosi a tu per tu con Eduardo, ma la conclusione sbatte contro il portiere e Ringhio non riesce a dare una gioia ai suoi tifosi, anche se viene sommerso dagli applausi e non solo in quest'occasione. Come in tutte le recenti esibizioni dei rossoneri, arriva il momento dei brividi quando un cross di Palacio viene smanacciato da Abbiati sul palo e ancor di più quando il portiere rossonero vola a deviare un colpo di testa di Chico che sembrava a botta sicura; un autentico miracolo che vale quanto un gol segnato e che dimostra che la difesa rossonera non è ancora perfettamente registrata e spesso lascia troppa libertà agli avversari in area. Il Milan risponde con un'incursione in area di Boateng che sfrutta un assist di Ibra e un'indecisione di un difensore avversario, ma anche in questo caso la conclusione viene respinta dal portiere e quando l'arbitro manda le squadra al riposo, dagli spalti piove anche qualche fischio per l'ennesimo primo tempo scialbo dei rossoneri, che sembrano avviati ad un'altra mezza delusione.
Anche la ripresa inizia con i brividi per una conclusione di Palacio, ma poi ci pensa la premiata ditta Pirlo-Ibra a mettere le cose a posto: il primo non chiede altro che avere qualcuno che dà profondità all'azione da poter lanciare, il secondo ha bisogno qualcuno che lo inneschi per diventare micidiale e, infatti, sul lungo lancio del regista, beffa due difensori e il portiere allungando il piedone e inventandosi un pallonetto che va a finire in rete nonostante il disperato tentativo di smanacciarlo da parte di Eduardo. Delirio a San Siro per un'altra prodezza di Ibra, a dimostrazione di quanto possa essere semplice il gioco con lui al centro dell'attacco: un lancio di 60 metri, un tocco felpato e via ad esultare, senza troppi arzigogoli o azioni eccessivamente manovrate. Questo è il calcio che piace a Ibra e lui ripaga con gol belli e importanti che a conti fatti fanno vincere le partite e portano punti in classifica. A questo punto il Genoa deve sbilanciarsi e il Milan può avere più spazi per sciorinare il suo gioco e le qualità dei suoi solisti, anche se uno di questo solisti, un Ronaldinho un po' in ombra, lascia il posto a Seedorf, che si presenta subito con un'incursione in area e un tiro respinto da Eduardo su assist di Robinho, che poi tenta di ribadire in rete ma trova solo un provvidenziale salvataggio di un difensore. Entra anche Flamini al posto di uno stremato e applauditissimo Gattuso e anche il francese ha la palla buona per segnare dopo un bel duetto fra Ibra e Robinho, ma la sua conclusione finisce altissima fra i rimproveri dei compagni che avrebbero preferito il passaggio di ritorno. Poco male, perchè la partita si avvia al termine e il Milan soffre poco sugli assalti sterili degli avversari, anche se il risultato rimane in bilico fino alla fine.
Il boato liberatorio dopo tre minuti di recupero saluta una vittoria importante perchè inverte una pericoloso e negativa tendenza che aveva visto il Milan conquistare solo due punti in tre partite. Si potrà discutere sulla qualità del gioco, soprattutto nel primo tempo; è evidente che bisogna migliorare molto in tutti i reparti, ma dei progressi si cominciano a vedere e, oltretutto, Allegri sta recuperando elementi importanti come Gattuso, che ha finalmente disputato una prestazione da vero Ringhio dopo molti mesi di appannamento; inutile sottolineare poi che con uno come Ibra là davanti è più facile lavorare serenamente e tranquillamente, perchè bene o male ti risolve i problemi e toglie le castagne dal fuoco anche quando le prestazioni collettive non sono eccelse. Adesso non c'è nemmeno il tempo di tirare il fiato e godersi il ritorno al successo in campionato, perchè martedì c'è già un'altra sfida importante da affrontare in Champions League, ma con questo Ibra che dal nulla inventa magie decisive si può viaggiare verso Amsterdam più serenamente e consapevoli che questo Milan sta crescendo e vuole lottare su tutti i fronti.


