Pirlo: il metronomo è tornato
Matteo Calcagni
Era stato uno tra i più criticati delle scorse uscite, accusato di poche idee e scarsa mobilità. Nella gara di ieri contro il Catania, affiancato da un centrocampo più muscolare e meno tecnico (con l'ingresso di Gattuso al posto di Seedorf e la dinamicità di Boateng), il centrocampista bresciano è andato a nozze. Non solo il lancio di genio per Ibrahimovic, ma anche un'ottima copertura difensiva ed una mole di palloni recuperata senza precedenti: una prestazione che, se fosse stata leggermente più incisiva in fase d'attacco, avrebbe innalzato la sua prova a livelli di assoluta eccellenza.
Pirlo, in ogni caso, ha dimostrato che in determinate condizioni, può essere decisivo ed importante: sempre centro di critiche forse esagerate, il mediano ex Campione del Mondo è ancora un punto fermo di questa squadra e, se contornato dai calciatori energici ed esplosivi (un po' come accade in Nazionale), il trentunenne riesce a dare il meglio di se. Un altro fattore che, almeno negli ultimi anni, lo ha limitato in maniera considerevole, è l'assenza di turn-over: Pirlo difficilmente riuscirà a reggere una stagione di sessanta match senza soste e, sotto questo punto di vista, Allegri dovrà sapientemente gestirlo, magari alternandolo proprio con Seedorf, ieri in panchina ma decisivo in positivo una volta subentrato. Insieme al ritorno di Gattuso, incisivo come non lo si vedeva da anni, possiamo registrare anche un forte progresso del metronomo rossonero: la positività della mano di Allegri, nonostante le critiche e i dubbi, sta iniziando già ad emergere.


