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Caos Milan, stufi di queste rivoluzioni. Boban vs Gazidis, i motivi dello scontro
mercoledì 4 marzo 2020, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello
per Milannews.it

Caos Milan, stufi di queste rivoluzioni. Boban vs Gazidis, i motivi dello scontro

Non siamo per nulla sorpresi dell’addio di Zvonimir Boban. Da mesi il rapporto tra il dirigente croato e Ivan Gazidis non funziona, e sapevamo che l’addio a fine stagione sarebbe stato certo. Ci sorprende invece il licenziamento di queste ore, conseguenza però delle dichiarazioni pubbliche di Zvone alla Gazzetta, in quell’intervista non autorizzata dal club ma fatta ugualmente dal Cfo per portare alla luce la vera situazione che c’è al Milan. Le idee di Maldini e Boban sul mercato e sulle strategie future del club sono differenti rispetto a quelle di Gazidis e dei suoi stretti collaboratori, e sin da subito ci sono stati attriti tra le due aree. Ma col passare del tempo invece di ricompattarsi è aumentata la frattura tra le parti.

Al di là delle strategie sul mercato, che possono essere più o meno condivisibili, uno dei compiti di un amministratore delegato è saper gestire il proprio team di lavoro. Gazidis non ci è riuscito né l’anno scorso con Leonardo, e né quest’anno con Maldini e Boban, per non parlare della comunicazione pressoché nulla con l’esterno. Inoltre si aggiunge la mancanza di sponsor importanti dopo oltre un anno di conduzione del club.

Ma il danno ormai è fatto, Boban è stato silurato e si aspetta solo il comunicato ufficiale, mentre Maldini sta riflettendo. Non si esclude l’addio anticipato da parte del direttore tecnico, che pubblicamente ha criticato la scelta di puntare su Rangnick la prossima stagione, il vero pomo della discordia con Gazidis. Perché sia Paolo che Zvone si sono sentiti scavalcati nelle scelte, entrambi hanno capito di essere diventati solo delle figure di rappresentanza, e che in realtà avevano poca voce in capitolo sulle scelte pratiche.

Perché rimanere al Milan, mettendoci la faccia, senza avere la possibilità di decidere? E’ stato questo il ragionamento di Boban, che alla fine ha deciso di esternare tutto in un’intervista dai toni critici verso l’amministratore delegato. Il croato avrà tanti difetti ma dice sempre le cose come stanno, è una persona orgogliosa e non è riuscito a trattenersi. In verità già ad agosto appena finito il mercato lanciò la prima critica forte a Gazidis su come era stato impostato il mercato, ovvero su troppi giovani e pochi elementi esperti. Poi la discordia sulla vicenda Giampaolo-Pioli, le difficoltà ad arrivare a Ibrahimovic, il mercato invernale in cui sono stati negati diversi giocatori dall’a.d per motivi di budget.

Forse Boban avrebbe fatto meglio a rilasciare quelle forti dichiarazioni a campionato concluso, in modo da non incidere sulla squadra che deve ancora giocarsi 14 partite di campionato. Ma la sfuriata pubblica è stata la conseguenza dell’intervista di Gazidis realizzata una settimana prima, in cui l’a.d aveva cercato di mascherare la criticità interna parlando di Milan unito e con una sola visione, senza spaccature.

Ora è tutto da rifare, con l’ennesima rivoluzione alle porte. Il Milan non riesce a trovare continuità, si cambia ogni stagione da cinque anni e questo inevitabilmente rallenta il processo di crescita. Si resta sempre allo stesso livello e la classifica lo testimonia da sette campionati. Sempre gli stessi errori, ripetuti ciclicamente. Sperando che stavolta sia l’ultima grande rivoluzione.

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