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L'incubo dovrà pur insegnarci qualcosaTUTTOmercatoWEB
sabato 14 marzo 2020, 00:00Editoriale
di Mauro Suma
per Milannews.it

L'incubo dovrà pur insegnarci qualcosa

Parlare di calcio e della solita vagonata di milioni di euro ai tempi del Coronavirus, significa non capire quello che sta accadendo. Non faccio la morale a nessuno mancherebbe, ma dopo l'incubo dal quale usciremo, duramente e a caro prezzo ma ne usciremo, con lo splendido coro della splendida gente di Napoli dai balconi delle case ("La gente come noi non molla mai"), ci sarà tanto da ricostruire. Ma tanto. Il piano Marshall con cui qualche perditempo mi perseguita di tanto in tanto ancora oggi, servirà a tutto il mondo. Non soltanto al Milan e non soltanto all'Italia, ma a tutti. Correre a rotta di collo dietro rilanci da decine e centinaia di milioni di euro, non sarà possibile. Bisognerà dimostrare di aver capito quello che sta succedendo che, nella sua tragicità, ci sta dicendo che a correre troppo e a spendere troppo, a fare troppo e a pretendere troppo, si va a sbattere. 

Stiamo vivendo un incubo e qualsiasi incubo è migliore di questo: quando avremo ancora un pallone da veder rotolare e da rincorrere, saremo gli essere umani più felici di sempre. Comunque rotoli e chiunque lo rincorra. Non faccio demagogia e non mi servo della tragedia, ma se dico che comunque ne usciremo torneranno a contare più i valori dei soldi, non credo di sostenere una eresia. I valori sono i valori, non sono i diktat dei procuratori o gli ingaggi o tutte le amenità con le quali siamo abituati ad intrattenerci in tempo di pace. Chi ci tiene e ama resta, chi pensa di stare bene e più in pace con se stesso in un altra situazione va. Legittimamente e liberamente. Ma sarà il cuore delle persone e dei giocatori a scegliere, non le cosiddette strategie e le cosiddette scelte di vita. Il Coronavirus sta sbriciolando molti dei concetti con i quali e per i quali il mondo del calcio si sta prendendo anche troppo sul serio.

Una sola cosa, nel merito, ci tengo a sottolineare: quando personalmente sostengo che tra il Milan e Rangnick non ci sono firme, non ci sono contratti, non ci sono offerte economiche e non ci sono accordi di alcun tipo, scrivo quello che, a torto o a ragione, mi risulta ormai da mesi. Non ho mai negato contatti, che fanno parte della vita quotidiana di un ad di grande club con il suo club che perde sia a livello di bilancio che in campo, ma confermo che non ci sono legami e dettagli di alcun tipo. Ma soprattutto non smentisco Boban, sostenendo e facendo mia questa posizione. Il tema Rangnick è stato semplicemente la goccia che ha fatto traboccare un vaso, ovvero le due anime, ovvero le due visioni, che tutti conoscevano e di cui tutti sapevano, sia in pubblico che in privato, sia internamente che esternamente al Milan, quel Milan che per il bene superiore del Milan aveva fatto di tutto, prima di Firenze, per salvare le apparenze e invitare a ricompattarsi a mezzo stampo. E la goccia non va mai confusa con il vaso. Per cui Boban non è andato via per Rangnick. E' andato via perchè non andava. Per questo la posizione del Milan su Rangnick è la posizione del Milan su Rangnick, non una posizione anti-Boban. Alla prossima. E state in casa.

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