Una nuova Amsterdam: seconda chance d'oro per Robinho
Matteo Calcagni
Amsterdam-Napoli, due città molto diverse per culture e popoli, ma molto simili per l'alta partecipazione dei vari sostenitori calcistici. Al San Paolo, dopo il crack del Bernabeu, Ronaldinho non sarà della partita: in questo caso quella che sarebbe stata una scontata scelta tecnica, si è trasformata in decisione obbligata per il leggero infortunio rimediato dal brasiliano. Come in Olanda, quando il Gaucho osservò dalla panchina i suoi compagni, anche a Napoli il Milan dovrà fare a meno dell'ex Barcellona, confidando in Alexandre Pato (assente nella terra dei tulipani) e soprattutto in Robinho. Il ventiseienne ex Santos e City ha dimostrato a Madrid di poter essere determinante per il gioco rossonero: dopo più di un'ora di nulla offensivo, il fantasista ha svegliato la "baracca", andando anche vicino al gol, negato soltanto da un mezzo miracolo di Iker Casillas. Il clima del San Paolo sarà infuocato e Robinho avrà pane per i suoi denti: il Napoli, solitamente, tende a lasciare spazi al gioco avversario, ma è anche maestro nel pressare e creare scompiglio tra le fila avversarie.
Allegri ha pensato bene di rimpinguare di polmoni il centrocampo, considerando anche la parallela emergenza in difesa, inserendo quel Boateng che tanto ha fatto bene nelle prime uscite in rossonero. Robinho, che dovrebbe agire in una posizione più di raccordo rispetto al duo Ibra-Pato, avrà il compito di tenere insieme le linee, facendo la spola tra centrocampo e attacco. Il compito che, di fatto, Ronaldinho non è stato capace di adempiere in terra spagnola, limitandosi alla giocata fine a se stessa. Robson avrà una grandissima chance, soprattutto considerando l'assenza del trentenne di Porto Alegre: una prova di maturità, magari coronata da una rete o un assist, potrebbe far mescolare le carte dello scacchiere del tecnico livornese. Discorso simile anche per Boateng e per le altre novità dell'undici titolare: una nuova Amsterdam al San Paolo, con la speranza di non dover smorzare ancora gli urli di gioia per clamorosi errori sottoporta.


