Tra gol mangiati, egoismi ed un pizzico di fortuna il Milan resta in scia alla Lazio
Pietro Mazzara
Ci son voluti tredici, lunghissimi, anni per tornare a vedere il segno due sulla ruota di Napoli a favore del Milan, proprio con lo stesso risultato dell’ultimo successo. I rossoneri salgono a diciassette punti in classifica, a meno due dalla Lazio capolista. La squadra di Allegri, nei primi 25 minuti, ha messo in luce un ottimo calcio corale dove i rossoneri hanno nettamente annichilito il Napoli facendolo correre tanto a vuoto. A conclusione di questa prima frazione di dominio, il gol di Robinho. Da li in poi gli uomini di Mazzarri, escono dal torpore ed alzano il ritmo sfiorando il pareggio con Lavezzi che esalta i grandi riflessi di Christian Abbiati che toglie dall’incrocio la zuccata a colpo sicuro del Pocho.
Una mano, bisogna dirlo, arriva anche dall’arbitro Rizzoli che, allo scadere, manda sotto la doccia Pazienza per doppia ammonizione: il secondo giallo è netto, un po’ eccessivo, forse, il primo. Il Milan, forte del vantaggio e degli spazi che i partenopei lasciano, crea molte occasioni da rete sciupate malamente da Pato che, bisogna dirlo, ha peccato in più di un’occasione di egoismo. Nonostante l’inferiorità numerica, nella ripresa il Napoli sembra avere una marcia in più mentre i rossoneri cadono nell’errore di ritirarsi indietro permettendo ai campani di prendere coraggio ma, su una ripartenza, Oddo centra un cross che Ibra mette alle spalle di De Sanctis con una sassata di testa. Da li in poi, il Napoli si riversa nella metà campo rossonera e trova un gol che è una genialata di Lavezzi che si inventa un pallonetto da fantascienza ed è in questo momento che inizia la paura del Milan di vivere una rimonta come quella subita lo scorso anno, paura alimentata anche dagli in fase offensiva commessi da Flamini e Pato. La vittoria è un grande risultato ed i primi 30 minuti fanno ben sperare per il proseguo della stagione ma la sofferenza patita, con l’uomo in più, non è ammissibile ed è su questo, sulla gestione del vantaggio, che Allegri deve lavorare per dare una mentalità sempre più importante a questo Milan che resta a due punti dalla Lazio ed è al secondo posto solitario in classifica.


