Vittoria importante ma troppo sofferta
Davide Bin
Il Milan vince al San Paolo (non accadeva dal 1998) e si porta al secondo posto solitario a soli due punti dalla capolista Lazio e con due punti di vantaggio sull'Inter; riassunto così in poche parole, il "monday night" rossonero sembra essere totalmente positivo e in effetti lo sarebbe, se non fosse che il successo è arrivato fra mille sofferenze contro una squadra che ha giocato per un tempo intero in inferiorità numerica. Partita strana quella di Napoli, perchè il Milan ha dominato nella prima parte, quando c'era parità di punteggio e di giocatori in campo, poi una volta in vantaggio nei gol e negli uomini, ha sofferto le pene dell'inferno per non farsi raggiungere e strappare una vittoria molto importante contro un Napoli mai domo e che ha sfiorato la clamorosa rimonta già riuscitagli contro i rossoneri nella scorsa stagione. Ovviamente non voglio passare per quello che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto anche quando i risultati sono positivi, ma non si può fare a meno di notare che il Milan avrebbe dovuto gestire meglio la partita e cercare di chiuderla prima, senza soffrire fino alla fine, perchè ci vuole più personalità, freddezza e cinismo se si vuole davvero diventare una grande squadra in grado di competere con le più forti in Italia e in Europa. Fra le cose positive, da sottolineare i gol di Robinho e Ibrahimovic, a conferma del ritrovato stato di salute dell'attacco rossonero dopo la "stecca" di Madrid e, soprattutto, il doppio assist di Oddo, mandato in campo quasi per disperazione da Allegri in una difesa decimata e autore di una prestazione molto positiva, forse la migliore in maglia rossonera; notevoli anche le parate di Abbiati che, però, stanno a testimoniare che la difesa ha ancora una volta lasciato troppo spazio agli avversari. Mai come in quest'occasione, comunque, era importante vincere, per dimenticare definitivamente Madrid e proseguire la striscia di vittorie in campionato, quindi la soddisfazione per il risultato in fin dei conti prevale su qualunque altra considerazione.
Allegri risolve l'emergenza in difesa schierando Bonera a destra e Sokratis al centro in coppia con Nesta; inoltre sostituisce Ronaldinho con Robinho senza cambiare modulo e schiera Boateng a centrocampo al posto di Seedorf; un Milan più equilibrato e compatto per proteggere meglio una difesa inedita e non andare in sofferenza contro una squadra aggressiva e trascinata dal suo pubblico; essendo il "monday night" un'invenzione d'oltremanica, il cielo di Napoli decide di regalare per il primo lunedì di campionato in Italia una serata tipicamente anglosassone, con pioggia torrenziale che fa tanto "british style".
Il Milan parte forte e sorprende il Napoli costringendolo sulla difensiva e schiacciandolo nella sua metà campo senza possibilità di ripartire, anche se non costruisce clamorose occasioni da gol; dopo pochi minuti piove sul bagnato (e non solo dal punto di vista meteorologico) per Allegri, visto che una zuccata fra Maggio e Antonini costringe il terzino rossonero ad uscire in barella; il tecnico deve necessariamente rilanciare il quasi epurato Oddo, spostando Bonera a sinistra e la difesa rossonera deve riassestarsi, favorita dal fatto che il Napoli è per il momento quasi totalmente inoffensivo. Sorprendentemente il meritato gol del vantaggio rossonero nasce proprio da un'iniziativa di Oddo, che si propone in sovrapposizione a Robinho, riceve il suo passaggio e gli restituisce palla con un traversone basso che il brasiliano scarica in rete all'angolino. Secondo gol consecutivo in campionato per Binho e grande sodisfazione anche per Oddo, ma la cosa più importante è che il Milan è in vantaggio e la partita sembra tutta in discesa; nel frattempo esce anche l'altro protagonista della zuccata (Maggio) e da lì in poi la partita cambia improvvisamente e clamorosamente: il Milan arretra e rallenta il ritmo, il Napoli si scatena e cerca il pareggio, schiacciando i rossoneri nella loro metà campo. Un ingenuo doppio fallo di mano di Pazienza costringe l'arbitro Rizzoli all'espulsione fiscale ma giusta, però nemmeno ciò placa l'ardore della squadra di casa che, anzi, proprio nel finale di tempo costruisce l'occasione più ghiotta per pareggiare e solo una strepitosa parata di Abbiati strozza l'urlo del gol in gola a Lavezzi e a tutti i tifosi partenopei.
Ti aspetti che l'intervallo serva ad Allegri per riordinare le idee e mandare in campo una squadra più motivata e organizzata rispetto al finale di primo tempo e, invece, il Napoli continua ad essere aggressivo e pericoloso nonostante l'inferiorità numerica; l'intensità degli uomini di Mazzarri sorprende un Milan distratto e superficiale, che prova a limitare i danni con il possesso palla ma non riesce ad arginare l'assalto napoletano, guidato da un Lavezzi imprendibile che fa vedere le streghe in particolare a Sokratis. Per fortuna Abbiati è in serata di grazia e vola a deviare un gran tiro di Hamsik, replicando il "miracolo" del finale di primo tempo. I rossoneri provano a sfruttare il contropiede ma Ibrahimovic sembra avere le polveri bagnate e si esibisce in un tiro fiacco e Pato è in serata negativa e, dopo essere stato troppo egoista nel primo tempo, ora spreca una favorevole occasione sparando su De Sanctis dopo un'imbeccata di Ibrahimovic, sempre più altruista e uomo assist. Per fortuna c'è un Oddo in grande spolvero, che sforna un cross come non gli riusciva più dai tempi della Lazio e consente ad Ibrahimovic, tutto solo al centro dell'area napoletana, di segnare di testa il suo terzo gol in campionato. Il doppio svantaggio dovrebbe definitivamente placare gli ardori di un Napoli in inferiorità numerica che, invece, non si arrende e prosegue l'assalto, sempre con l'indemoniato Lavezzi che manda in confusione Papastathopoulos e, pur accerchiato da altri difensori rossoneri, inventa un cucchiaio da terra che beffa Abbiati. Il San Paolo, ammutolito dal secondo gol rossonero, torna ad essere una polveriera e i tifosi rossoneri cominciano a temere la replica della beffa della scorsa stagione. Allegri manda in campo Seedorf al posto di Ibra (che ha sempre qualche problemino agli adduttori) confidando nella capacità dell'olandese di gestire con sapienza il pallone e magari nasconderlo agli avversari, ma il Milan di questa sera è totalmente incapace di gestire il risultato (come in altre occasioni del resto) e soffre fino alla fine, concedendo negli ultimi minuti molti calci d'angolo e altrettante potenziali occasioni, con De Sanctis a fare l'attaccante aggiunto. I cinque minuti di recupero sembrano infiniti, ma poi il triplice fischio mette fine alla sofferenza e consegna al Milan tre punti importanti che alimentano una classifica sempre più positiva. Tutto bene ciò che finisce bene, ma si sarebbe potuto e dovuto soffrire meno dopo un buon avvio che aveva messo in discesa una partita che, invece, sul più bello si è inspiegabilmente complicata. La soddisfazione per i tre punti non deve far dimenticare i tanti campanelli d'allarme che anche al San Paolo sono risuonati e che Allegri non potrà ignorare, se non vuole rivivere altre serate da incubo come quella di Madrid, perchè è vero che, mai come questa volta, l'importante era vincere e rialzarsi dopo la batosta spagnola, ma bisogna continuare a crescere e migliorare e la prestazione del Milan al San Paolo è stata ancora una volta tutt'altro che perfetta ed esente da errori e ciò deve far riflettere, anche se la meditazione è più dolce con tre punti in più in classifica che portano i rossoneri momentaneamente davanti ai cugini nerazzurri.


