Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Tornare a sognare…

autore
Gaia Brunelli
per Milannews.it
venerdì 5 novembre 2010, 00:00Milanello in rosa
autore Gaia Brunelli
05.11.2010 00:00Milanello in rosa
Gaia Brunelli
Gaia Brunelli

Alzi la mano chi quest’estate non sognava il magico trio Ronaldinho-Ibra-Pato?!? Ora, però, non ditemi che sono io quella che è rimasta sotto l’ombrellone! Io rivoglio i miei sogni, rivoglio il mio Milan. E’ meraviglioso per quanto sia emozionante sentire la scossa dell’esultanza di Inzaghi che ci riempie tutti di un’adrenalina tale, quasi fossimo stati noi a segnare, ma, al tempo stesso, è patetico vedere affidati ancora i miei sogni a un giocatore di 38 anni che ha rappresentato il passato, rappresenta un presente part time, e, per forza di cose, non può rappresentare il futuro del Milan. Grazie di esistere Superpippo, ma, ora che hai raggiunto quasi tutti i tuoi record, scegli un tuo successore e tramandagli tutta la tua scienza calcistica, a partire da quella voglia, da quella fame e da quella grinta che ti contraddistinguono e che ti fanno riconoscere in mezzo a milioni! Ma all’orizzonte il nulla. Il deserto dei tartari. L’ultima Champions League il Milan l’ha vinta nel 2007 eppure a me sembra sia trascorso un secolo da quando i rossoneri scendevano in campo e davano l’impressione di poterla spuntare sempre, in qualsiasi situazione. Il gol in extremis con l’Ajax mi mise le lacrime agli occhi. Ma ora quelle imprese non solo non le vivo più, ma nemmeno me le aspetto. L’anno scorso al Bernabeu, Pato, per un attimo, aveva dato l’impressione di poter essere l’uomo giusto, quel concentrato di classe e di concretezza da poter prendere davvero il posto dei più grandi, da Van Basten a Weah, da Shevchenko a Inzaghi. E invece, quello fu solo “il rimbalzo del gatto morto”, giusto per usare un termine borsistico consigliatomi da un amico.

Il Papero in campo non si ritrova, nemmeno con quel po’ di sicurezza che può dargli l’alleato Ronaldinho. Sono passati tre anni dall’ultima Champions League, dall’ultima vera impresa, da quando comunque, anche se vinta con una buona dose di fortuna, si diceva: questo è il dna del Milan. Ora la coppa con le orecchie sembra davvero essere cosa per altri. I rossoneri sperano solo di arrivare più in là possibile. Ma solo 1095 giorni fa gli stessi Gattuso, Pirlo e Nesta ci credevano anche se erano in molti a ritenerli dei visionari. Oggi Inzaghi ci crede ancora, sogna un'altra doppietta in finale, un altro schema con deviazione sulla punizione di Pirlo come quello di Atene. A 38 anni si può ancora sognare. E tu, Pato? A 21 anni sei obbligato a sognare e a farci sognare...

per Milannews.it

Altre notizie