La miscela esplosiva di Allegri. Gattuso e Ibra non navigano contro
Antonio Vitiello
Il Milan è vecchio. Questa la definizione che spesso si sente pronunciare in giro. Statistiche alla mano il Milan ha un’età media superiore ai 30 anni, ma non sempre avere una squadra avanti con l’età è sinonimo di gruppo logoro e stanco. Ne è pienamente convito Massimiliano Allegri, che ha ribadito tutta la sua fiducia nella squadra dopo la sconfitta con la Juve e il pareggio con il Real Madrid. L’allenatore toscano ha parlato di “giusto mix” tra giovani ed esperti, una “miscela” esplosiva di fantasia, potenza, esperienza e classe. Probabilmente ancora inespressa, poiché la compagine rossonera stenta a decollare sia in Champions che in campionato. Le risorse umane ci sono. Il talento non manca ma bisogna saperlo sfruttare al 100% per trasformare l’annata corrente da anonima a vincente. A cominciare da Bari, Allegri ha in mente di concedere dei turni di riposo, anche a giocatori del calibro di Pirlo. Mescolare le carte fa sempre bene, per consentire di tirare il fiato a chi ha sempre giocato e per coinvolgere tutti nel progetto di squadra. Con il ritorno del capitano Ambrosiani il centrocampo rossonero avrà anche una soluzione in più, soprattutto sugli inserimenti in area. La miscela di cui parla il mister deve comunque essere integrata dall’arguzia tattica, per dare il tocco in più ad un gruppo che deve essere saggiamente guidato per scalfire difese morfologicamente diverse. Una cosa è affrontare Juve e Real Madrid, un’altra è giocare con il Bari, ultimo in classifica di fronte ad un pubblico voglioso di recuperare punti ed orgoglio. Il gruppo milanista nelle ultime uscite ha subito degli attacchi dall’interno.
Le esternazioni di Gattuso e Ibra hanno creato un po’ di scompiglio, soprattutto tra gli attaccanti. Entrambi hanno preso Inzaghi come modello per chi non si impegna in campo. Allegri ha poi chiarito con i due giocatori. Il centrocampista e l’attaccante svedese presi dall’agonismo e dalla foga del match, dopo la partita con il Real, si sono lasciati andare in dichiarazioni affrettate che a mente lucida non avrebbero detto. Allegri fa dunque anche da pompiere e spegnere un fuocherello che poteva divampare e diventare incendio. Il nervosismo tuttavia c’è. Il litigio tra lo svedese e Onyewu indica che l’ex Barcellona non attraversa un momento facile. Ibra sta pagando l’avvio sprint (iniziata a suon di gol e giocate decisive), impossibile da mantenere per tutta la stagione. La richiesta di avere più spesso Inzaghi al fianco in attacco testimonia la voglia di variare il modo di attaccare e rendersi meno prevedibile agli occhi degli avversari. Ibra non ci sta a prendersi calci e spintoni in ogni partita e con la presenza di Super Pippo avrebbe la possibilità di spaziare sul fronte d’attacco. Le scelte di Allegri non sono per nulla facili. Gestire campioni come Ibra, Dinho, Pato e Robinho in attacco è complesso, ma ancora una volta lo si può scrivere a caratteri cubitali: il Milan non può giocare con i fantastici quattro. Altrimenti di fantastico rimarrà ben poco.


