La rivincita delle seconde linee
Maurizio Ferrari
Yepes, Flamini, il rientrante Ambrosini, l'emergente Robinho, il ritorno da trequartista di Clarence Seedorf: Allegri ha modificato molto il suo Milan nella trasferta di Bari, creando una panchina di lusso composta da elementi del calibro di Pato, Ronaldinho, Inzaghi e Pirlo. I risultati sono stati molto buoni, al di la del risultato finale della gara, macchiato da diversi errori sottoporta. Il mister può sorridere per le prove offerte dai giocatori meno impiegati. Yepes, alla prima apparizione in casacca rossonera, ha disputato una discreta gara in sostituzione dell'assente Thiago Silva. Ancora meglio è andata a centrocampo: i dubbi sull'utilizzo del triplo mediano sono svaniti immediatamente con il gol del capitano Ambrosini che ha insaccato con il suo marchio di fabbrica, il colpo di testa, su assist di Clarence Seedorf. Benissimo anche Mathieu Flamini, anche lui a segno in una inedita doppia marcatura proveniente dalla linea di centrocampo.
Il francese si è contraddistinto per i suoi inserimenti ed è stato premiato alla mezz'ora con la prima marcatura italiana. Escludendo gli errori nelle conclusioni a rete è stata molto positiva anche la prestazione di Robinho, che ha corso moltissimo per la squadra. Allegri a fine gara ha esaltato il concetto di gruppo, fondamentale per una stagione di successi: "Si doveva capire che non ci sono solo gli undici che vanno in campo, c'è bisogno di tutti". La riprova è arrivata oggi: il turnover, necessario per una stagione di vertice, ha esaltato l'importanza della grinta. Per una squadra come il Milan ci vuole grande talento, ma la tecnica deve essere coadiuvata dalla corsa. Ecco perchè un Milan più "operaio" in mediana come quello del San Nicola ha mostrato un ottimo calcio, seppure contro un avversario che si trova all'ultimo posto della classifica di serie A, fornendo indicazioni importanti in vista del doppio impegno della prossima settimana, quando il Diavolo incontrerà in serie la bestia nera Palermo e i cugini dell'Inter.


