I messaggi del Milan
Antonio Vitiello
Il Milan passa a Bari, archivia un weekend perfetto e lancia diversi messaggi. Il primo, di ringraziamento, all’indirizzo di Brescia e Roma, le due squadre che hanno sottratto punti a Inter e Lazio, permettendo ai rossoneri di tornare in seconda posizione a due soli punti dalla vetta. In calce al secondo messaggio le firma prestigiosa di Alexandre Pato. Nel giorno in cui Robinho sbaglia tutto lo sbagliabile e Zlatan Ibrahimovic non incide come dovrebbe, il Papero risponde alle polemiche montate in settimana nella maniera che più gli piace, andando in gol e dimostrando al suo allenatore che se punto sull’orgoglio, è in grado di reagire. Il terzo messaggio è vergato dalle mani (e dai piedi) di Clarence Seedorf e Mathieu Flamini.
Al grido di “ci siamo anche noi”, due giocatori sfruttati poco e male dal tecnico livornese, hanno fatto vedere di avere le qualità necessarie per contribuire alla causa rossonera. Prestazioni convincenti, assist e gol, un contributo decisivo anche in fase di ripiegamento, quello che Allegri non può aspettarsi da Ronaldinho, destinatario del quarto e ultimo messaggio. Tenuto in panchina per tutta la partita, il fuoriclasse brasiliano ha visto i compagni fare quello che gli si chiede – con scarso successo – da inizio stagione. Non isolarsi, supportare i centrocampisti, correre, correre e ancora correre. Perché nel calcio di oggi, da fermo, fatica anche il più sopraffino dei fuoriclasse.


