Inzaghi Re, Paloschi erede
Stefano Maraviglia
La profezia di Inzaghi potrebbe avere presto il suo riscontro, l'attaccante piacentino non più tardi di domenica affermò: "Non va ritirata la maglia n.9, non la ritirarono neanche per Van Basten, poi il Milan ha l'attaccante del futuro è Alberto Paloschi, la indosserà lui". Parole che a risentirle oggi, fanno salire un brivido, se si tiene conto dell'immediatezza di quanto accaduto. Pippo lo ha quasi predetto e lo ha sempre ribadito, se c'è un giocatore che può un domani prendere il suo posto, quello è il bomber di Chiari ora in comproprietà al Parma. La carica e la grinta mostrate anche in queste ore dall'euro-bomber, rendono difficile immaginare un avvicendamento nella rosa milanista, ragioni anagrafiche e di prospettiva, rendono il tutto più logico. In via Turati nessuno si sbottona, il pensiero com'è giusto sia, è rivolto al solo Inzaghi, alla sua dedizione per la causa e all'attaccamento alla maglia, degni solo degli uomini restati nella storia del club.
L'imminenza delle competizioni e l'importanza del proseguo di stagione, stridono un po' con il momento delicato e romantico, ma il peso specifico, tanto, troppo importante, costringe a guardare avanti. Da quì a gennaio si susseguiranno nomi in serie, ma solo uno avrà l'onore e la responsabilità di vestire i panni di Inzaghi, o almeno di sostituirlo nella maniera più degna. Il diretto interessato si è già speso in merito, il consiglio indiretto è già stato colto da Galliani. Il mercato invernale è lontano, ma l'attualità di casa Milan porta già a pianificare il domani, con buona pace di chi preferirebbe vivere il romanticismo di questo buio momento.


