Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

La rabbia che non può mancare

autore
Francesco Somma
per Milannews.it
domenica 14 novembre 2010, 12:00Primo Piano
autore Francesco Somma
14.11.2010 12:00Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

Davanti agli occhi non possono che sfilare le ultime immagini rossonere: gol, esultanze, successi che a mano a mano hanno proiettato un gruppo che per tanti, fino a qualche settimana fa, era zeppo di incognite, in cima alla classifica del campionato. Quando cala il sipario su questi fotogrammi, però, si ritorna sulla terra, nel giorno del derby, del primo vero esame della stagione. Chi ha interesse a scoprire dove può arrivare questa “fucina di dubbi” dovrà guardare con molta attenzione la stracittadina: perché la storia insegna che si va lontano soltanto battendo i più forti, e trionfando negli appuntamenti più complicati. Da vincere come da analizzare. Non bastano numeri, statistiche e curiosità quando si incrociano due compagini di elevato spessore.

Nelle ultime quattro di campionato, 3 pareggi e una vittoria per i nerazzurri, con sullo sfondo il capitombolo di Londra firmato Bale. Nello stesso periodo, 3 vittorie e una sconfitta per i rossoneri, con il pareggio Champions contro il Madrid. Il momento direbbe Milan. Se accadde lo scorso anno a settembre, con la netta vittoria dell’Inter di Mourinho, quest’anno ancora di più il derby segnerà lo spartiacque della stagione. Forse per Benitez più che per Allegri, che non firmerebbe per il pareggio ma di certo non si strapperebbe i capelli in caso di segno X. E’ il giorno di una grande partita: una di quelle in cui i meriti e le condizioni si azzerano, mentre le motivazioni toccano picchi altissimi. Robinho e Ibrahimovic fanno paura esattamente come Eto’o (capocannoniere del campionato) e Milito, tornato a segnare e a far sorridere il proprio pubblico nell’ultima apparizione contro il Lecce. L’auspicio più forte è di rivedere quella rabbia di cui ha parlato ieri Allegri in conferenza stampa: quella stessa rabbia che è mancata negli appuntamenti decisivi degli ultimi mesi, degli ultimi derby, e dell’andata contro il Real. La rabbia del Milan cosciente di non poter vincere soltanto con la tecnica e i numeri d’alta scuola; la rabbia di una squadra che lotta con undici (non otto o nove) uomini, determinati ad arrivare per primi sul pallone e a togliere l’iniziativa agli avversari.

Complice la felice introduzione di un centrocampo votato soprattutto alla fisicità, Allegri pare aver trovato la chiave giusta per aprire le porte ad un equilibrio fondamentale: quello tra tecnica e corsa. Con o senza Pirlo, che dovrebbe tornare in cabina di regia, in questo senso il Milan può ripetere le ultime prestazioni. Gattuso ed Ambrosini sono tornati i “guardaspalle” affidabili di un tempo; più di Ronaldinho, Seedorf da trequartista riesce ad essere sempre nel vivo del gioco. In assenza dell’arrembante Pato, Robinho in avanti assicura una qualità di gioco molto diversa dagli altri brasiliani, chiamati ad inventare soltanto dalle mattonelle predilette. L’ex City riesce ad assicurare la propria presenza su tutto il fronte d’attacco e ad arrivare in zona gol (non in zona “errori clamorosi”) con discreta facilità. E poi, finché a Ibra non verrà voglia di fermarsi da solo, chiunque giocherà contro di lui dovrà avere gli occhi bene aperti. Occorrono il doppio del furore e della grinta messi in campo a Bari e mercoledì: per tornare a vincere la partita più attesa, per continuare a sognare. E’ già derby…
 

per Milannews.it

Altre notizie