Bravo Milan! Al terzo tentativo l'esame è superato!
Andrea Distaso
Dal derby di San Siro esce la certezza che il “nuovo” Milan è qualcosa di concreto, che la formula dei tre mediani e del trequartista è quella su cui insistere per riprovare la scalata al trono d'Italia a distanza di 6 anni dall'ultima volta.
I rossoneri di Allegri arrivavano a questa partita con la necessità di dimostrare che, dopo le sconfitte nei big match con Real Madrid, avesse le caratteristiche per tenere testa anche alle formazioni più blasonate. E dalla serata del “Meazza” le risposte più importanti sono arrivate sotto il profilo della cattiveria, che era mancata clamorosamente proprio nelle due supersfide contro le merengues ed i bianconeri. Indipendentemente dalla scelta inevitabile del tecnico milanista di rinunciare al fosforo in mezzo al campo per poter sostenere un tridente dall'alto tasso tecnico, dopo l'inaspettata battuta d'arresto contro gli uomini di Delneri è venuto fuori quello spirito guerriero alla base di qualsiasi squadra che aspiri a vincere qualcosa.
Il Milan più bello di ieri sera non è stato quello capace di sbloccare dopo 5' il risultato e di dominare in lungo ed in largo i cugini nerazzurri nella prima metà del primo tempo, ma quello che, a seguito del rosso ad Abate, ha contenuto senza soffrire l'assalto dei nerazzurri.
Tutti quanti, da Abbiati per finire con Ibra, si sono messi a disposizione del gruppo per portare a casa un risultato che rafforza la consapevolezza dello spessore di questa compagine e che, se interpretato con la giusta umiltà, può rappresentare la svolta in positivo della stagione.
Soltanto con l'unità d'intenti e lo spirito di sacrificio esibiti contro l'Inter si poteva sperare di neutralizzare gli elementi di maggior talento dei nerazzurri e sprigionare il proprio potenziale offensivo senza pagare dazio in fase di non possesso.
Il protagonista n°1 della vittoria, che ribalta al momento le gerarchie del campionato, è stato indubbiamente Ibra. Al di là del sadico piacere di vederlo finalmente decisivo nello scontro diretto più atteso, stupisce la maturazione tattica raggiunta da questo giocatore, che ha cambiato profondamente il Milan ma che si è fatto a sua volta coinvolgere dal progetto tattico.
E poi una nota di merito a Max Allegri, che non avevo esitato a criticare, invitandolo a fare scelte più nette (anche se impopolari), dopo l'1-2 con la Juventus. Il mister ha impiegato il normale tempo di adattamento per capire e conoscere la creatura che gli è stato chiesto di crescere e, dopo i comprensibili incidenti di percorso, ha finalmente trovato il bandolo della matassa facendo sentire tutti ugualmente importanti, nonostante i musi lunghi delle stelle che a turno sono finite, finiscono e finiranno in panchina.


