Mathieu l'Infinito: il fulcro bohémien del Diavolo
Matteo Calcagni
Mathieu Flamini, spirito altamente marsigliese, è arrivato sul Bel Paese nel 2008, scatenando le ire del connazionale Wenger per ragioni contrattuali: rinnovo rifiutato con l'Arsenal e trasferimento a parametro zero, con il Milan in prima fila per assicurarsi l'allora ventiquattrenne mediano. I propositi erano di tutto rispetto e, oggettivamente, avevano una solidissima base di partenza: il roccioso francese, ai tempi dei Gunners, era un pilastro quasi insostituibile dello scacchiere ideato da Arsene. Un giocatore moderno, abile ad inserirsi come un coltello nel burro, tra corsa e sacrificio verso il bene collettivo: la vittoria. Il Milan lo incrociò nei nefasti Ottavi di Champions del dopo Mondiale per Club: Flamini, insieme agli altri "enfants terribles" del team londinese, fece letteralmente il "Diavolo a quattro", confluendo attorno a sè le attenzioni dell'ispirata dirigenza rossonera. Aver acquisito Mathieu a paramentro zero, infatti, fu una mossa alquanto azzeccata, considerando il valore del giocatore e la sorridente carta di indentità: le prime due stagioni non furono però all'altezza delle aspettative. Ancelotti prima, e Leonardo poi, non lo presero quasi mai in considerazione, appartandolo quale ultima riserva di un reparto neanche troppo brillante. Il leitmotiv della carriera tricolore del robusto francese, in un primo momento, sembrava potesse ripetersi anche con Massimiliano Allegri: dopo un precampionato da protagonista, a causa di un infortunio, i buoni propositi parvero essersi azzerati, con buona pace dei sostenitori del prode marsigliese.
Il tecnico livornese, che all'inizio del suo mandato spese parole di stima e fiducia per Flamini, è però riuscito in ciò in cui fallirono i suoi predecessori: Il perdurante "Mad Dog", dopo un paio di gare discrete a fine settembre, è tornato prepotentemente in auge nel novembre rossonero, divenendo parte integrante del nuovo Milan dei mediani. Bari, Palermo e Inter: tre uscite da titolare per l'intrepido centrocampista bohémien e nove punti all'attivo. Se non bastassero i dati collettivi, anche quelli personali sono particolarmente felici, con la prima rete in Serie A figlia di un "cucchiaino" di alto spessore. Una risorsa fondamentale, Flamini, che alla lunga potrebbe risultare estremamente decisiva per gli esiti stagionali: un mediano giovane, particolarmente esperto e, a quanto pare, più lucido e meno arrembante rispetto alle annate precedenti. Interventi più puliti, foga ridotta, utilità di squadra schizzata alle stelle: non più "Cane Pazzo", dunque, ma indissolubile risorsa a "quattro polmoni", Mathieu l'infinit o, esaltando i suoi progressi "italici", Mathieu l'Infinito. Cuore e muscoli inesauribili per i colori più belli, quelli rossoneri.


