Ibra, oltre al gol c'è di più
Redazione MilanNews
Oltre al gol, c’è di più: sembra uno spot pubblicitario, ma di certo non ne avrebbe bisogno Zlatan Ibrahimovic, tornato dominatore assoluto di Milano con il rigore che ha stravolto le gerarchie cittadine. Dopo 15 partite in maglia rossonera, il bottino del Mago di Malmoe è di 9 reti e 5 assist: in pratica la media di una giocata decisiva a partita. Determinante quanto straordinario, Ibra ha cambiato il volto di una squadra che nelle ultime uscite sembra essere finalmente costruita a sua immagine e somiglianza: le delusioni di Barcellona sono ormai un ricordo, i mandolinari della critica catalana zittiti senza pietà. “Non sa giocare in funzione della squadra” era l’accusa mossagli con più frequenza sulle ramblas: vien davvero da chiedersi se parlassero dello stesso giocatore che oggi veste la maglia numero 11 rossonera. Nella battaglia di domenica, Ibra si è caricato la squadra sulle spalle da vero gladiatore, lottando su ogni pallone, facendo a spallate con i difensori interisti, specie dopo l’espulsione di Abate che rischiava di mettere in ginocchio i suoi compagni.
Spirito di sacrificio, grinta e dedizione: li aveva promessi ai suoi nuovi tifosi il giorno della presentazione, quando definì la maglia rossonera la più bella mai vestita in carriera, ed ha mantenuto la parola. Al Milan mancava un leader spirituale ma anche e soprattutto un centravanti a cui appoggiarsi tatticamente nei momenti di difficoltà: un compito che Marco Borriello, lo scorso anno, era riuscito a realizzare solo in minima percentuale. Zlatan invece è tornato all’ombra della Madunina con una sola missione: vincere il suo ottavo titolo nazionale consecutivo ed ha dimostrato di essere pronto a far di tutto per portarla a termine. Parola di Ibra.


