A caccia di Inter, Napoli e Roma (ma intanto vicini a Genoa e Samp)
Luca Serafini
Milan-Genoa ha la sofferenza nel suo Dna: le sue vigilie sono spesso orribilmente precedute da lutti, incidenti, eventi di cronaca, rovesci climatici. Sembra l’ineluttabile carma di 2 club che hanno nell’anima un tormento naturale, patologico e forse anche per questo le loro tifoserie sono così passionalmente innamorate.
Milan-Genoa sarebbe stata la partita che segnerà la vera svolta epocale del dopo-Berlusconi: Leonardo e Maldini, primi ad accorgersi del declino imperiale (uno del Presidente, l’altro di Galliani) hanno elegantemente e silenziosamente smascherato il bluff del cinese prestanome e ora il nuovissimo corso può davvero iniziare. Sul campo, con una squadra rinforzata e puntellata con perizia chirurgica e con l’evidente partecipazione di Gattuso. Dietro la scrivania, con una laboriosità irrefrenabile e molte idee chiare. Esaurito il mercato, andrà tutto messo al servizio della ripresa e dello sviluppo del marketing e del brand che - nonostante la solerzia di uomini e donne storiche in quegli uffici al Portello - hanno subìto in 12 mesi un pauroso rallentamento.
In poche settimane siamo passati dall’incubo UEFA e un futuro miserabile, alla luce splendente di Elliott e due icone che ci mancavano come l’aria. I rossoneri hanno preso uno dei centravanti più forti nella storia di questo campionato, alcuni giovani di talento consacrato e alcune interessanti alternative a titolari pigri. Mi riferisco in particolare a Strinic, Laxalt, Castillejo (chi non lo conosce per favore di astenga dal criticare) e lo stesso Bakayoko destinato comunque a una maglia da titolare. Ora tocca a Gattuso. Soloni e tifosi esasperati dagli ultimi anni deprimenti, danno segnali di esaurimento crediti anche nei confronti di Rino: i 39 del ritorno nella scorsa stagione e il suo carisma debordante, per molti non bastano già più. Non dimentichiamo al prosposito che il vero anno zero è questo, per il tecnico e per la nuova vera proprietà. Quindi mi pare razionale chiedere un po’ di pazienza. A Rino personalmente chiedo, oltre a confermare la solidità e un’organizzazione difensiva eccellente, di trovare soluzioni di gioco soprattutto in chiave offensiva. A mio avviso basterebbe per far quadrare il cerchio e migliorare il piazzamento dello scorso anno. Vedete voi a cosa alludo.
Milan-Genoa rinviata, dunque. Con tanta tristezza nel cuore perché con il Ponte Morandi, che personalmente ho percorso decine di volte nella mia vita come immagino molti di voi, è crollata un po’ di quella speranza, quella fiducia che ancora continuiamo a riporre nell’uomo. Non solo per quelle immagini raccapriccianti, ma purtroppo anche per gli squallidi teatrini che seguono in questi giorni. Sprezzanti nei confronti dei morti e pavidi in quelli dei vivi.


