COLPO DI CODA DEL DIAVOLO PER RITROVARE LA TESTA
Davide Bin
Per una volta partiamo dalla fine, cioè dall'immensa gioia dei tifosi rossoneri presenti a San Siro: abbiamo lasciato lo stadio cantando a squarciagola ogni coro possibile che contenesse la parola "capolista", perchè era da troppo tempo che aspettavamo di tornare finalmente a guardare tutti dall'alto in basso e anche se un primo posto alla decima giornata con un solo punto di vantaggio vuol dire poco o niente ed è troppo aleatorio per essere significativo, godiamoci questa nottata da primi della classe, consapevoli che ci sarà da lottare ancora molto per rendere definitivo questo primato. E' stata dura piegare un Napoli ridotto in dieci per tutto il secondo tempo, ma ancora una volta il Milan ha sfoderato le sue armi in più di questa nuova era ancelottiana, inaugurata all'indomani del tracollo di Genova, ovvero grinta, determinazione, carattere e sacrificio, prima ancora che spettacolo e bel gioco, nonostante i tanti campioni che il tecnico può schierare là davanti. L'emblema di questo Milan e della sua voglia quasi feroce di tornare a primeggiare in campionato è l'immenso Gattuso, mai come questa sera "uno di noi", perchè ha lottato come chiunque di noi avrebbe fatto al suo posto ed è sembrato davvero un ultrà in campo. Vittoria sudata e ottenuta in extremis, ma in alcuni momenti il Milan ha caricato a testa bassa e la porta del Napoli sembrava stregata, come in una notte di Halloween in leggero ritardo rispetto alla data canonica, ma alla fine il Diavolo l'ha spuntata sulle streghe, con un colpo di coda davvero diabolico che ha permesso di ritrovare la testa della classifica dopo molto tempo.
Ancelotti schiera il Milan ipotizzato alla vigilia, con l'unica eccezione di Favalli al posto di Maldini, non convocato per problemi ad un ginocchio; il recuperato Borriello viene preferito a Pato, con Inzaghi in panchina e Shevchenko addirittura in tribuna insieme a Senderos, finalmente tornato in gruppo e convocabile, ma che verrà rilanciato in una partita più "morbida". Milan-Napoli, infatti, è un vero e proprio scontro diretto per la vetta della classifica e, non a caso, qualunque risultato si materializzi alla fine, una della due squadre sarà capolista, solitaria o a pari merito con Udinese e Inter. In una situazione normale sarebbe stata sicuramente una partita da "tutto esaurito" e, invece, per i noti motivi non è stato possibile vendere normalmente i biglietti, ma è stato necessario limitare l'accesso allo stadio ai soli posessori della tessera "Cuore Rossonero", per evitare che i tifosi napoletani fossero ugualmente presenti nonostante il divieto di trasferta; gli spalti presentano, quindi, molti spazi vuoti, i presenti non sono più di 50000 circa e qualche gruppetto di tifosi partenopei c'è comunque, anche se in effetti non c'è la temuta invasione che ci sarebbe stata senza divieti e controlli. Certo l'atmosfera non è quella consueta dei big match, ma la Curva Sud incita i ragazzi con passione e intensità fin dal momento in cui il solito indemoniato Gattuso schizza in campo davanti ai compagni per il riscaldamento.
Il primo tempo viene giocato con grande intensità da entrambe le squadre ma non è particolarmente spettacolare: il Napoli mostra grande applicazione in fase di non possesso palla, effettua un pressing asfissiante e sistematico sui portatori di palla rossoneri e ingabbia bene sia Ronaldinho che Kakà, inaridendo le fonti di gioco del Milan. Privo di rifornimenti accettabili, Borriello lotta gagliardamente sui pochi palloni disponibili e si fa vedere con un tiro altissimo e un doppio tentativo in piena area rimpallato entrambe le volte da Cannavaro. Dall'altra parte uno scatenato Lavezzi mette alla prova i riflessi di Abbiati e il colpo di reni dell'estremo difensore rossonero vanifica il suo insidioso tiro. La manovra del Milan non è fluida e la difesa del Napoli non fatica a contenere gli sterili assalti rossoneri; così il primo vero tiro nello specchio della porta di Iezzo è una punizione di Ronaldinho, stilisticamente apprezzabile ma troppo lenta e centrale per impensierire il portiere; ci prova anche Kakà da lontano ma Iezzo è attento. In fin dei conti l'azione più pericolosa viene costruita dal Napoli e conclusa con un tiro di Mannini che Abbiati non trattiene e respinge "alla Dida"; Bonera ci mette una pezza e salva la pericolosa situazione, ma i brividi lungio la schiena di noi tifosi si sprecano. Quando sembra che il primo tempo debba chiudersi in perfetto equilibrio, arriva l'episodio che cambia sostanzialmente tale equilibrio, soprattutto in vista del secondo tempo: un veloce scambio fra Ronaldinho e Kakà libera Jankulovski sulla sinistra e il già ammonito Maggio stende il ceco con un fallo da dietro; inevitabile la seconda ammonizione e conseguente espulsione che consentirà al Milan di giocare in superiorità numerica tutto il secondo tempo.
Reja sostituisce a malincuore Hamsik (acciaccato) con Aronica per sistemare la difesa, Ancelotti ricomincia la partita con la stessa formazione, ma si vede subito che lo spirito è diverso è c'è grande voglia di sbloccare il risultato e vincere la sfida. Ronaldinho stoppa di petto in piena area e mira l'angolino ma Iezzo ci mette una pezza e devia in angolo; Ancelotti rischia il tutto per tutto e manda in campo Pato al posto di Ambrosini passando al 4-2-4; Borriello slalomeggia sulla sinistra e s'inventa un'azione alla Kakà ma le sue due conclusioni ravvicinate vengono respinte prima da Iezzo e poi da...Pato; si tratta dell'ultima azione dell'ariete rossonero, sostituito di lì a poco da Inzaghi. Il Milan carica con agonismo e determinazione e la difesa napoletana barcolla, soprattutto in un'azione che ha dell'incredibile: Kakà colpisce il palo con una tremenda sassata, sulla respinta ci prova Ronaldinho ma il suo tiro viene rimpallato, poi ci prova Zambrotta ma viene murato e, infine, tocca ancora a Kakà trovare il pertugio giusto in una selva di gambe ma Iezzo para; tutto in pochi secondi, con noi tifosi in apnea sugli spalti pronti all'urlo del gol che, invece, rimane strozzato in gola. Il disappunto diventa disperazione quando Kakà pesca con un cross il liberissimo Pato solo davanti alla porta spalancata ma, incredibilmente, il Papero mette fuori di testa la classica occasione più facile da segnare che da sbagliare; un errore davvero incredibile; intanto Lavezzi fa ammattire la retroguardia rossonera quando decide di partire palla al piede e Ancelotti puntella la difesa inserendo Kaladze al posto dello stanco Favalli. Kakà è il più attivo in questa fase e ci riprova con un tiro destinato fuori che Contini devia verso la propria porta rischiando l'autorete, ma il pallone sfiora il palo ed esce; sembra davvero la classica serata storta e stregata, in cui il pallone non ne vuole sapere di entrare e la sensazione diventa certezza quando l'arbitro, aiutato nella decisione dal guardalinee, decreta il rigore per una respinta di mano di Pazienza in area su cross di Kakà: sul dischetto va lo stesso Kakà, ma Iezzo compie il miracolo e respinge il rigore; si tratta del primo errore in tutto il campionato dopo 24 rigori tutti realizzati. Sembra finita, perchè manca davvero poco e l'episodio del rigore ha galvanizzato i napoletani e depresso i rossoneri, ma dopo un solo minuto gli umori cambiano radicalmente: punizione dal lato sinistro, Ronaldinho tira forte e teso verso la porta e Denis devia di quel poco che basta a spiazzare Iezzo; delirio sugli spalti e gran festa anche in campo con Dinho che si esibisce nel solito balletto prima di venire travolto dall'abbraccio dei compagni; quarto gol per il brasiliano (il gol è suo perchè il tiro era verso la porta) e curiosamente tutte le reti sono state realizzate a San Siro e sotto la Sud, ora davvero impazzita di gioia.
L'esplosione di felicità si rinnova al triplice fischio finale dell'arbitro che decreta la vittoria e il ritorno solitario in vetta del Milan dopo quattro anni e mezzo; era il maggio del 2004, l'anno dello scudetto e, da allora, solo primati in coabitazione con la Juventus nei due campionati successivi, poi più nulla. Visto che siamo in tema di cifre e statistiche, ricorderei anche che erano ben sedici anni che il Milan non si ritrovava in testa all'inizio di novembre e in quel caso arrivò lo scudetto...
La soddisfazione di essere tornati in testa dopo tanto tempo è molta sia per noi tifosi che per i giocatori; esserci riusciti già alla decima giornata dopo due sconfitte consecutive nelle prime due giornate è un merito ulteriore di questo gruppo che ha saputo ricompattarsi dopo l'avvio choccante, cominciando ad inanellare vittorie su vittorie, con il solo neo dello scialbo pareggio di Cagliari. Il Milan è meno bello e spettacolare che in passato ma molto più pratico e cinico: ha trovato un portiere in grado di blindare la porta e dare sicurezza ad un reparto difensivo sempre positivo nonostante le tante assenze; Bonera e Favalli sono stati puntuali ed efficaci nelle chiusure, mentre Zambrotta e Jankulovski hanno spinto molto sulle fasce; a centrocampo Seedorf non era in una delle sue serate migliori ma ha giocato tantissimi palloni con la solita saggezza, mentre Ambrosini è sembrato un po' troppo irruento ma sempre efficace; un discorso a parte merita il solito immenso Gattuso, che ha lottato con grinta leonina per novanta e più minuti, correndo dappertutto e chiudendo su ogni avversario; Ronaldinho non si è visto molto ma ha saputo essere decisivo e questo è un grande merito, mentre Kakà è stato molto più presente nel vivo del gioco ma è stato sia sfortunato che pasticcione in alcuni casi, rigore compreso; positiva come al solito la prestazione di Borriello, cui è mancata la stoccata vincente ma che ha dato il suo contributo sia in attacco che in fase di ripiegamento; come si può notare tutta la squadra ha giocato discretamente contro un buon Napoli e il fatto che la vittoria sia arrivata solo negli ultimi minuti non vuol dire che non sia meritata, soprattutto dopo un secondo tempo tutto all'assalto.
Ora l'importante è non montarsi la testa e pensare che il più sia fatto; è bellissimo essere soli davanti a tutti ma il cammino è ancora lungo e difficile e sono vietate le distrazioni, a partire dalla trasferta di Lecce, per non rovinare subito tutto; per ora godiamoci questa soddisfazione, accolta con grande gioia, a dimostrazione di quanto abbiamo sofferto negli ultimi due campionati, vissuti a distanza siderale da quella vetta che ora abbiamo finalmente raggiunto.


