Più incisività e meno egoismo: Suso chiamato al definitivo salto di qualità
Pietro Mazzara
Quella che inizia sabato sera sarà la stagione della verità per Suso. Lo spagnolo, per la prima volta da quando è un titolare del Milan, avrà qualche responsabilità in meno a livello di leadership tecnica visto che l’avvento di Gonzalo Higuain ha spostato sul Pipita molte delle aspettative e delle attenzioni che, fino allo scorso anno, gravavano sulle spalle dello spagnolo. Suso, che in estate è stato nel mirino della Roma, sarà ancora uno dei cardini del Milan 2.0 di Rino Gattuso, ma con qualche peso in meno da trasportare, è lecito aspettarsi quel salto di qualità che ancora non c’è stato.
PIU’ INCISIVITA’ - Logico aspettarsi un apporto più importante di Suso nella zona che conta, con qualche ghirigoro in meno e qualche giocata decisiva in più. Avere Higuain come riferimento dovrà essere un motivo per mettere un po’ da parte quel lieve egoismo che lo scorso anno, in diverse occasioni, si è tramutato in tempi di gioco e palloni persi. Questo non vuol dire che Suso dovrà giocare solo ed esclusivamente per mettere il Pipita davanti alla porta avversaria, ma gli verrà richiesta più prontezza nelle scelte da effettuare, sia in fase di rifinitura sia di conclusione personale verso la porta avversaria.
BIG MATCH - La doppia sfida con Napoli e Roma rappresenta per Suso un doppio banco di prova per lui. Nelle grandi partite dello scorso anno, quelle nelle quali contava il suo apporto come contro l’Arsenal o in finale di Coppa Italia contro la Juventus, Suso si è eclissato venendo spesso e volentieri fermato dagli avversari con troppa facilità. Anche per questo motivo, lungo la preparazione, Suso ha cercato di elevare il suo bagaglio tecnico, soprattutto con il piede destro, quello più debole. Perché l’anno della consacrazione passa anche dai dettagli, che spesso fanno la differenza.


