Da Bacca a Higuain, da Ancelotti a Gattuso, dagli anti-Juve al Var
Luca Serafini
Leggevo giorni fa come il Milan sia passato in soli 2 anni da Paletta, Zapata, Sosa, Lapadula e altre figure similari, a Caldara, Kessié, Bakayoko, Higuain con un salto in alto che adesso va monetizzato, in termini di gioco, continuità di risultati e quindi miglioramento della classifica. I nomi da mettere sul tavolo sarebbero molti altri, ma nella spina dorsale di questa squadra si legge bene quanto sia stato alzato il livello. Alla vigilia di Napoli-Milan, pensavo anche ai 9 anni che hanno separato l'ultima panchina rossonera di Carlo Ancelotti al suo primo confronto da avversario. Trovandosi di fronte proprio Rino Gattuso che ne ha ereditato grinta, determinazione e arguzia rurale in campo e in panchina. La storia magnifica del calcio, capace di incrociare vite e destini attraverso la sua affascinante regia occulta. Domani davvero si gira pagina al San Paolo: il Napoli dopo aver affidato soltanto al nome del suo nuovo allenatore l'onere di una campagna acquisti disattesa, il Milan dai baratri cinesi alla conduzione regale di Leonardo e Maldini, Kakà sula porta. Sarà una tappa, solo una tappa, la prima, verso il futuro i cui connotati sono già profondamente stravolti. Sono stati anni sull'ottovolante, il Napoli tornato grande dopo il lungo purgatorio e il Milan frantumato dagli stessi scultori che lo avevano modellato. Respiriamo aria nuova e godiamoci lo spettacolo.
Ancelotti è stato il più grande barman d'Europa negli ultimi lustri: ha shakerato bevande e liquori di prima o infima qualità distillando nettare su nettare, da Milano a Londra, da Parigi a Madrid fino a Monaco di Baviera dove sono così abituati alla birra da non saper probabilmente apprezzare cocktail sofisticati. Gattuso ha girovagato qualche anno tra cantine di Tavernelli in cartone e adesso si trova a dover fare leva sulle sue conoscenze di bevitore, prima che su quelle di sommelier. Siamo al bancone, pronti a sorseggiare.
Dopo l'ultimo Arsenal-Milan segnato dal rigore disneyano concesso per il tuffo di Welbeck, dissi che il computo dei 180' era 5-1 per i Gunners e quindi c'era poco da recriminare. Non cambio idea sugli errori arbitrali. I rossoneri debuttano in un campionato già segnato da polemiche e strali contro arbitri e Var: Lazio e (più vigorosamente) Inter si sono scagliate contro uomini e mezzi per giustificare in parte i loro primi scivoloni. Non cambia la nostra sottocultura storica, politica e sportiva: è sempre colpa di qualcun altro. Le partite della prima giornata hanno già dato indicazioni corpose - a saperle cogliere - di limiti e potenzialità di squadre e qualche giocatore, ma se la capacità di analisi si ferma come sempre al rigore non dato, alle avverse decisioni altrui o alle zolle del campo dove giocano anche gli avversari, significa non crescere, non accettare, non ammettere. Non capire. Non ci vorrà comunque molto per sapere chi sarà e chi non sarà. Qualche idea personalmente me la sono già fatta.


